Il tasso di Disoccupazione in Grecia è sceso dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, attestandosi così al 23,1%, come affermato giovedì 15 settembre dall’Istituto Nazionale di Statistica greco. I dati mostrano come, circa il 72,3% dell'1,1 milioni di disoccupati greci è a lungo termine, ossia composto da persone che sono state al di fuori della forza Lavoro per almeno 12 mesi.

I giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono, invece, caratterizzati da un tasso di disoccupazione che nel secondo trimestre si è attestato al 49,1%, un valore leggermente minore rispetto al 49,5% segnalato nello stesso periodo dello scorso anno.

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Il tasso di disoccupazione generale più alto è stato registrato nel primo trimestre del 2014, quando i disoccupati in Grecia erano il 27,8%. Atene ha già pubblicato mese per mese, e fino a giugno, i dati inerenti coloro che non hanno un lavoro, ma questi differiscono dai numeri rilevati a livello trimestrale, perché si basano su diversi campioni e vengono adattati a seconda della stagione.

La crisi economica e un programma di austerità che vanno avanti da oramai più di 6 anni, hanno letteralmente cancellato circa un quarto dell’output economico greco, facendo salire il tasso di disoccupazione a livelli record. Questo fenomeno risulta simile a quello di altre economie dell’area mediterranea, come ad esempio Spagna, Portogallo e Italia.

L’economia greca è cresciuta dello 0,2% nel secondo trimestre ma, a causa di una domanda interna molto debole, e a seguito di investimenti disparati e non sostanziali, la crescita dopo anni di recessione rimane alquanto elusiva.

La Commissione Europea e la Banca Centrale Greca hanno fatto una previsione di contrazione del PIL pari allo 0,3% per quest'anno, seguito poi da una ripresa che dovrebbe portare il prodotto interno lordo a crescere dello 2,5%-2,7% nel 2017.

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La situazione economica sta costringendo molti greci ad emigrare verso Stati in cui hanno maggiori possibilità di trovare un lavoro, come ad esempio quelli dell’Europa occidentale. Infatti, l’elevata pressione fiscale e il tasso di disoccupazione – in particolar modo quello giovanile – spingono molti cittadini a cercare una via di fuga altrove.

Una possibile soluzione potrebbe essere il taglio del debito pubblico greco, che si attesta al 175,1% del PIL. Eppure questa manovra sta creando non pochi problemi a Bruxelles, dove le forze politiche sono molto indecise sul da farsi.