Il ministero degli Esteri turco ha duramente condannato l'intervento delle forze israeliane contro la Global Sumud Flotilla, definendolo un "atto di pirateria". L'episodio, avvenuto il 30 aprile 2026 in acque internazionali, ha visto la Flotilla impegnata nella missione di consegnare aiuti umanitari a Gaza. Ankara ha dichiarato che l'operazione israeliana ha gravemente violato i principi umanitari e il diritto internazionale.

L'incidente si è verificato nelle vicinanze dell'isola di Creta, nel cuore del Mediterraneo. Le forze navali israeliane hanno intercettato, abbordato e successivamente disabilitato diverse imbarcazioni della Flotilla.

Questa azione ha provocato l'interruzione completa delle comunicazioni con undici navi, lasciando centinaia di civili in una situazione di estrema vulnerabilità in mare aperto, proprio mentre una violenta tempesta si stava avvicinando. La Flotilla ha denunciato che i militari israeliani hanno intenzionalmente distrutto i motori e le apparecchiature di navigazione, abbandonando le imbarcazioni alla deriva e i passeggeri al loro destino.

L'intervento contro la Flotilla e le reazioni diplomatiche

La Global Sumud Flotilla, salpata da Barcellona il 12 aprile 2026 e passata per la Sicilia il 26 aprile, era composta da oltre 60 imbarcazioni. A bordo vi erano 345 partecipanti provenienti da 39 diverse nazioni, inclusi numerosi cittadini turchi.

L'obiettivo primario della missione era chiaro: rompere il blocco navale imposto da Israele su Gaza e stabilire un corridoio umanitario via mare. Le forze israeliane hanno accerchiato le navi con motovedette militari, puntando armi automatiche contro i partecipanti e ordinando loro di mettersi in ginocchio, in un chiaro atto di intimidazione.

Di fronte a questi eventi, il ministero degli Esteri turco ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale, esortandola ad "adottare una posizione unitaria contro questo atto illecito di Israele". Ankara ha inoltre ribadito il suo impegno costante per "garantire il benessere dei nostri cittadini e degli altri passeggeri a bordo della Flotilla".

Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo spagnolo, Jose Manuel Albares, per discutere della grave situazione e sottolineare la necessità impellente di una risposta internazionale coordinata e ferma.

Il blocco di Gaza e i precedenti tentativi umanitari

La missione della Global Sumud Flotilla del 2026 non è il primo tentativo di raggiungere Gaza via mare. Già nel settembre 2025, una precedente missione era stata intercettata dalle forze israeliane in acque internazionali, con il conseguente fermo di attivisti e imbarcazioni. Israele mantiene un blocco navale su Gaza dal 2007, giustificandolo con motivazioni di sicurezza. La situazione umanitaria nella Striscia è critica: circa 1,5 milioni dei 2,4 milioni di residenti sono attualmente sfollati, avendo perso le loro abitazioni a causa della distruzione avvenuta durante il conflitto.

Il ministero degli Esteri turco ha ulteriormente evidenziato come l'intervento israeliano costituisca una palese violazione del principio di libertà di navigazione nelle acque internazionali. Per questo motivo, la Turchia ha reiterato con forza la sua richiesta di una presa di posizione condivisa e decisa da parte di tutta la comunità internazionale, a tutela del diritto e della sicurezza marittima.