Il 6 maggio 2026, nel Golfo di Oman, le forze statunitensi hanno neutralizzato una petroliera battente bandiera iraniana, la "Hasna", che tentava di forzare il blocco dei porti iraniani imposto dagli Stati Uniti. L'operazione, avvenuta alle 9:00 ora di Washington, è stata ordinata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), in risposta alla violazione del blocco navale.
La M/T Hasna, come riferito dal Centcom, stava navigando in direzione di un porto iraniano, contravvenendo alle restrizioni imposte. Dopo aver ignorato ripetuti avvertimenti, la nave è stata colpita al timone da diversi colpi sparati da un aereo F/A-18 Super Hornet, decollato dalla portaerei USS Abraham Lincoln (CVN-72).
L'intervento ha reso l'imbarcazione incapace di proseguire la sua rotta verso l'Iran, garantendo il rispetto del blocco marittimo.
Intervento nel Golfo di Oman e blocco navale
Il blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz è stato istituito il 12 aprile 2026, a seguito di un annuncio del presidente Donald Trump. L'obiettivo dichiarato è intercettare tutte le navi che tentano di entrare o uscire dai porti iraniani. Il Centcom ha ribadito che il blocco rimane pienamente in vigore e che le forze statunitensi continuano ad agire per garantirne il rispetto in maniera determinata e professionale, come dimostrato dall'ultima operazione.
L'azione contro la petroliera Hasna si inserisce nel più ampio contesto di Project Freedom, un'operazione militare avviata per difendere le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz.
Nei giorni precedenti, il Centcom aveva già distrutto sei piccole imbarcazioni iraniane, oltre a missili da crociera e droni, lanciati dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica contro navi scortate dagli Stati Uniti, evidenziando le persistenti tensioni nell'area.
Schieramento militare e prospettive diplomatiche
Al momento dell'operazione, un'imponente presenza militare statunitense circonda lo Stretto di Hormuz. Questa forza include numerose unità della Marina, elicotteri d'attacco dell'Esercito, caccia dell'Aeronautica e circa 15.000 militari. Nonostante le recenti escalation, il cessate il fuoco in vigore da quattro settimane è stato confermato dal presidente del Joint Chiefs of Staff, generale Dan Caine, sottolineando la complessità della situazione regionale.
Tuttavia, Project Freedom è stato temporaneamente sospeso. Il presidente Trump ha annunciato questa pausa per favorire un possibile accordo con l'Iran, mirato a porre fine al conflitto. Attualmente, sono in corso trattative tra Stati Uniti e Iran per la firma di un memorandum che potrebbe sancire la fine delle ostilità e contribuire a stabilizzare la regione strategica.