Il Ministero della Difesa russo ha confermato di aver sferrato un massiccio attacco notturno contro l'Ucraina, impiegando anche missili ipersonici. L'operazione, che ha visto l'utilizzo di droni e missili lanciati dall'aria, da terra e dal mare, ha avuto come obiettivo dichiarato le strutture dell'industria della difesa ucraina e altri obiettivi militari.

Le aree colpite e le infrastrutture strategiche

L'offensiva ha interessato diverse regioni ucraine, tra cui Kiev, Zaporizhzhia, Kharkiv, Dnipropetrovsk, Poltava, Khmelnytsky e Sumy. Oltre alle installazioni militari, sono stati presi di mira depositi di carburante, infrastrutture dei trasporti e aeroporti militari, con Mosca che ha ribadito la natura esclusivamente militare degli obiettivi.

Bilancio delle vittime e danni secondo Kiev

Le autorità ucraine hanno riportato un bilancio drammatico: gli attacchi russi sulle principali città come Kiev, Dnipro e Kharkiv hanno causato almeno nove morti e oltre sessanta feriti nelle prime ore del 2 giugno. A Dnipro, il governatore regionale Oleksandr Hanzha ha confermato cinque decessi e venticinque feriti. Nella capitale, il sindaco Vitali Klitschko ha dichiarato che almeno quattro persone hanno perso la vita e cinquantuno sono rimaste ferite, tra cui diversi bambini. Gli attacchi hanno provocato il crollo di edifici residenziali e numerosi incendi in diverse aree della capitale.

Allerta e contesto degli attacchi

L'offensiva è giunta dopo giorni di avvertimenti da parte ucraina riguardo a un possibile attacco di vasta portata.

Il presidente Volodymyr Zelensky aveva precedentemente sottolineato la possibilità di un "attacco massiccio", assicurando la prontezza dei difensori ucraini. Nella regione di Kharkiv, dieci persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite. Durante gli attacchi, migliaia di residenti di Kiev hanno cercato rifugio nelle stazioni della metropolitana. La Russia ha giustificato l'azione come risposta a un precedente attacco di droni nella regione di Luhansk, sotto controllo russo, che aveva causato ventuno vittime, un'accusa che l'Ucraina ha categoricamente negato.