L'Italia ha formalizzato un nuovo impegno finanziario di oltre 2,1 milioni di euro, destinati a otto progetti di cooperazione tecnica. L'annuncio, avvenuto il 2 settembre a Belgrado, sottolinea il ruolo del Paese nella cooperazione regionale in Europa centrale, orientale e sud-orientale. I fondi saranno erogati attraverso il Fondo Ince, gestito presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), e si inseriscono nell'ambito delle attività dell'Iniziativa Centro europea. Il Fondo Ince, istituito nel 1992, rappresenta uno dei principali strumenti operativi dell'organizzazione.
La cifra esatta stanziata dall'Italia ammonta a 2.155.000 euro, come specificato nella documentazione dell'Iniziativa Centro europea relativa ai nuovi progetti. Questi interventi sono parte di un quadro più ampio supportato da donatori, attraverso il quale la Bers sviluppa e implementa operazioni sia di investimento che non di investimento. Le attività previste sono variegate e includono studi di fattibilità, programmi per lo sviluppo aziendale, iniziative di rafforzamento delle capacità, servizi di consulenza e supporto diretto all'attuazione. L'assistenza è rivolta a un'ampia gamma di beneficiari, tra cui istituzioni pubbliche, aziende di servizi (utility) e operatori del settore dei trasporti.
La leva sugli investimenti
L'impatto di questi finanziamenti italiani è amplificato da un significativo effetto leva. Gli oltre 2,1 milioni di euro stanziati sono infatti associati a un potenziale di oltre 450 milioni di euro di investimenti, che potranno essere attivati dalla Bers e dai suoi partner finanziari. Un'analisi storica del Fondo Ince evidenzia la sua efficacia: ogni euro investito in assistenza tecnica tramite questo strumento ha generato, in media, circa 250 euro di investimenti internazionali, per un totale complessivo di circa 9 miliardi di euro. Il nuovo pacchetto di interventi è strategico e si concentra su aree quali la transizione energetica, le infrastrutture municipali, la sicurezza dei trasporti, la facilitazione del commercio agroalimentare e lo sviluppo di mercati allineati al clima.
I nuovi finanziamenti sono destinati a sei Paesi specifici: Bosnia-Erzegovina, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia e Ucraina. A questi si aggiunge un importante progetto regionale focalizzato sui Balcani occidentali. Tra gli interventi previsti, spiccano diverse iniziative chiave: il supporto alla transizione energetica in Bosnia-Erzegovina, lo sviluppo del mercato del biometano in Serbia, il miglioramento della sicurezza dei tunnel autostradali in Montenegro, il rinnovamento del settore ferroviario in Macedonia del Nord e l'assistenza tecnica per un programma di gestione dei rifiuti in Moldavia. È inoltre previsto un supporto specifico per la città di Rivne.