Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato l'avvio di accertamenti approfonditi sul visto concesso al sospettato dell'attacco all'aeroporto di Lipsia. La dichiarazione è stata rilasciata il 2 settembre 2026 a Wicklow, a margine del Gymnich, in seguito alle notizie riguardanti il possibile ingresso nello spazio Schengen di un cittadino bielorusso con passaporto russo, indicato come sospettato, che avrebbe utilizzato un visto italiano. Tajani ha esordito con un'affermazione diretta: «Controlleremo».

Il ministro ha sottolineato l'esistenza di una procedura ben definita per la concessione dei visti, che richiede il rispetto di specifici requisiti.

Ha chiarito che, qualora tali requisiti siano soddisfatti e non vi siano segnalazioni di allerta individuali, il visto viene regolarmente rilasciato. Tuttavia, in riferimento al caso specifico di Lipsia, ha aggiunto: «Se è così, cercheremo di capire perché è stato concesso quel visto». Questo passaggio evidenzia l'intenzione di verificare l'iter amministrativo che ha portato al rilascio del titolo d'ingresso in questione.

Il ruolo del visto italiano nel caso di Lipsia

La vicenda al centro dell'attenzione riguarda un sospettato bielorusso, in possesso di passaporto russo, collegato all'attacco all'aeroporto di Lipsia, il quale sarebbe entrato nell'area Schengen utilizzando un visto rilasciato dall'Italia.

L'intervento del ministro Tajani si concentra sulla verifica del percorso amministrativo che ha condotto alla concessione di tale visto, valutando la conformità ai requisiti previsti e l'eventuale assenza di segnalazioni di allerta. Le sue dichiarazioni si sono mantenute nel perimetro dei controlli e degli accertamenti sul visto, riconducendoli alla procedura ordinaria di valutazione delle domande.

Il visto italiano assume un ruolo significativo perché è stato associato all'ingresso del sospettato bielorusso nello spazio Schengen. L'annuncio del ministro a Wicklow chiarisce che l'obiettivo è la verifica e la comprensione delle motivazioni dietro la concessione del visto, qualora la circostanza dell'utilizzo da parte del sospettato sia confermata, e non una nuova ricostruzione dell'attacco.

Altri dettagli sull'attacco all'aeroporto di Lipsia

Tra le informazioni emerse sul caso, figura anche l'esistenza di un secondo sospettato, descritto come un individuo di origine russa con passaporto lettone. A quest'ultimo viene attribuito un ruolo cruciale nella fase di preparazione dell'attacco.