La Commissione Europea, intervenendo da Bruxelles il 1 ottobre 2026, ha fermamente condannato la retorica nucleare irresponsabile della Russia, ribadendo la propria posizione sulla guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il portavoce della Commissione, Christian Wigand, durante un briefing stampa, ha collegato la presa di posizione europea alla comunicazione russa indirizzata alla NATO, accogliendo con favore la reazione dell’Alleanza Atlantica.

Wigand ha sottolineato che l’Unione Europea non intende cadere nella “trappola russa”, né amplificare le tattiche di Mosca basate su intimidazione e allarmismo.

Questa dichiarazione chiarisce la linea strategica dell’UE di fronte alle provocazioni, mantenendo un approccio misurato e non reattivo.

La dichiarazione russa e il contesto ucraino

Il riferimento del portavoce riguarda una dichiarazione russa alla NATO sulla disponibilità a utilizzare l’“intero arsenale”. Tale comunicazione è stata collegata ad asserite esercitazioni volte a simulare l’isolamento di Kaliningrad. La Commissione Europea ha inquadrato questa condanna della retorica nucleare russa nel più ampio contesto della guerra in Ucraina, evidenziando la gravità della situazione.

La posizione espressa da Wigand si articola su tre elementi chiave: il richiamo alla linea dell’Unione sulla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, il favore per la risposta della NATO alla comunicazione ricevuta e la ferma condanna del linguaggio nucleare impiegato da Mosca.

La Commissione ha presentato questi elementi senza aggiungere una replica operativa, limitando il messaggio alla non amplificazione delle tattiche di intimidazione e allarmismo attribuite alla Russia.

La risposta della NATO

In un confronto pubblico al Defence and Space Summit di Euronews, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha risposto alle domande relative alla lettera russa e alla situazione di Kaliningrad. Pur non divulgando il contenuto specifico del documento, Rutte ha richiamato quanto diffuso dalla Russia ai media, indicando che la NATO ha reagito in modo breve e chiaro. Ha ribadito che l’Alleanza si qualifica come “difensiva” e ha chiesto lo stop alle minacce nucleari e alla guerra in Ucraina.

Nello stesso intervento, Rutte ha rassicurato che non esiste una minaccia imminente al territorio della NATO, sottolineando che l’Alleanza dispone di una struttura di comando unica e di 32 alleati, garantendo così una risposta coesa e coordinata a qualsiasi eventualità.