Anche se le cifre di PIL, deficit e crescita hanno evidenziato dati negativi rispetto alle previsioni, ed anche se nella nota di aggiornamento del DEF pubblicata il 27 settembre non ci sono particolari novità, il Bonus Bebè è confermato anche per il 2017. Si tratta dell’incentivo alle nascite che da anni ormai dà ossigeno a famiglie con particolari requisiti reddituali. Oltre che confermato per le nascite del 2017, il Bonus dovrebbe raddoppiare gli importi previsti fino al 2016.
Problema natalità
Il Bonus Bebè è nato con un duplice scopo: è rivolto alle famiglie, ma serve anche per ovviare ad un grave problema che affligge l'Italia.
L’incentivo, infatti, serve per garantire una buona dose reddituale alle coppie che decidono di avere un figlio, ma allo stesso tempo cerca di risolvere il problema delle nascite in netto calo in Italia. La natalità, negli ultimi anni, ha un trend negativo e l’Esecutivo pensa che dipenda soprattutto dalla crisi economica, dalle difficoltà a trovare un lavoro o ad averne uno stabile.
Le famiglie italiane hanno paura di mettere al mondo un figlio, per la precarietà finanziaria in cui versano. L’occasione del Fertility Day del 22 settembre è stata utile, oltre che per fornire ai giovani informazioni sul tema della fertilità dal punto di vista della salute, anche per affrontare il discorso natalità dal punto di vista economico.
L'iniziativa è stata promossa dal Ministero della Salute, e proprio il Ministro Lorenzin, a margine della giornata, ha confermato che si lavora per rendere più interessante il Bonus Bebè.
L’incentivo: com'è oggi e come diventerebbe nel 2017
La struttura del Bonus Bebè oggi è abbastanza chiara. Molte sono le famiglie che in questi anni stanno usufruendo di questa misura di sostegno.
Essa si affianca alla maternità INPS, a quella dei Comuni e alla Carta Acquisti per i minori fino a tre anni di età. Evidente l’obiettivo di incentivare, dal punto di vista economico, i giovani ad avere o adottare un figlio, per detonare la paura di non poter far fronte alle spese che un nuovo arrivo in casa comporterebbe. I limiti di reddito per poter usufruire del Bonus sono abbastanza alti, a tal punto da renderlo fruibile a moltissime famiglie.
Per famiglie con un indicatore ISEE sotto i 7.000 euro, oggi il Bonus eroga 160 euro al mese; per quelle con ISEE più alto, fino a 25.000 euro, il Bonus è di 80 euro mensili. L’obiettivo del Governo, confermato anche dal Ministro Lorenzin, è quello di raddoppiarlo, cioè di portarlo a 320 euro al mese per i meno abbienti e a 160 pergli altri nuclei familiari.
Altre novità in arrivo
Gli incentivi per le nascite non si fermano al Bonus raddoppiato. Sembra, infatti, che in caso di un secondo figlio, esso sarà di 200 euro per le famiglie con redditi più alti, e addirittura di 400 euro per quelle che rientrano nella prima fascia di ISEE. Si prevedono altri cambiamenti strutturali, tra cui la durata dell’incentivo.
Se oggi è erogato fino al compimento dei 3 anni del nuovo arrivo, nella Legge di Bilancio in via di preparazione potrebbe essere prolungato fino al quinto anno di età del bambino.
L’estensione varrebbe anche per chi già percepisce il Bonus, quindi per i nati tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017. Le domande vanno presentate entro 90 giorni dalla nascita, e il sussidio si incassa a partire dal primo giorno di vita del bambino, o di ingresso in famiglia per le adozioni. Si pensa di anticiparlo di qualche mese, concedendolo alle donne in gravidanza arrivate al 7° mese.
Per quanto riguarda i beneficiari, oltre che i cittadini italiani, ne hanno diritto i cittadini di uno Stato UE o gli extracomunitari con permesso di soggiorno. In merito a questi ultimi però, recentemente l’INPS di Milano ne ha erogato uno ad una famiglia turca senza permesso di soggiorno, ma con il permesso di lavoro.