Sono giorni caldissimi per la risoluzione del caso Pensioni Quota 96 Scuola; il 10 aprile verrà infatti presentato il Def, il Documento di Economia e Finanza, e contestualmente il governo si è impegnato a riferire alle commissioni parlamentari in merito al reperimento delle risorse economiche necessarie a dar corso al pensionamento della categoria.



Tra presidi permanenti che proseguono incessanti e promesse delle quali si è stufi, l’unica certezza è che le risorse ci sono, dato che il fondo di salvaguardia pro esodati contiene circa 50 miliardi di euro di risparmi; sostenere che quel danaro sia indispensabile solo ed esclusivamente per quest’ultimi non è più accettabile, dato che basterebbe meno di 1/100 del fondo stesso per dar corso al pensionamento dei Quota 96 della Scuola.





Il caso Pensioni Quota 96 Scuola sembra dunque al bivio decisivo: cerchiamo di cogliere quali possano essere i futuri scenari e cosa potrebbe accadere.

Pensioni Quota 96 Scuola, grande attesa per il Def tra speranze e promesse non mantenute: Renzi non ha più scuse



Come accennato, la decisione finale sul reperimento delle risorse che chiuderebbe il caso ‘pensioni Quota 96 Scuola’ è attesa entro tre giorni, col 10 aprile ad esser stato scelto quale deadline fissata per la presentazione del Def (stando alle ultime indiscrezioni il documento potrebbe essere presentato addirittura domani); grazie alla ratifica della risoluzione Saltamartini il governo dovrà riferire in merito al reperimento delle risorse economiche indispensabili per il pensionamento dei Quota 96 contestualmente alla presentazione del documento, con l’unica certezza costituita dal fatto che non sia più ammissibile rimandare.



L’ultimo rifiuto in ordine di tempo è stato opposto dal ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha respinto la proposta del pensionamento coi requisiti pre riforma Fornero per mancanza di copertura certa. E’ tuttavia ragionevole ritenere che il Mef abbia diritto di veto sul parere di una commissione parlamentare, nello specifico su quella Bilancio?



In realtà un simile scenario si può concretizzare solo se il governo non decide diversamente, ecco che il vero ostacolo alla chiusura del caso Pensioni Quota 96 Scuola viene ad essere costituito da una precisa volontà dell’esecutivo Renzi e non dalla mancanza di risorse economiche. I fondi ci sono e la loro defezione non più essere additata come scusa per dire no.

Pensioni Quota 96 Scuola: i fondi ci sono, la palla passa a Renzi



Come accennato, non è più ammissibile pensare ad un no all’utilizzo del fondo pro esodati dati gli oltre 50 miliardi di risparmi certificati al suo interno; per il pensionamento dei Quota 96 della Scuola servono ‘solo’ 400 milioni di euro, dunque meno di 1/100 di quanto accantonato nel fondo stesso.



Chiudere il caso ‘pensioni Quota 96 Scuola’ significherebbe mandare in pensione il comparto ed aprire la strada a 4.000 nuove assunzioni, per non parlare del segnale che verrebbe lanciato dal governo a livello di giustizia sociale e responsabilità civile: un’ultima riflessione è d’obbligo, come si pretende che i docenti insegnino agli alunni il rispetto per quelle istituzioni che ne tradiscono l’onorabilità e ne violano un diritto?



La risposta dovrà darla Renzi se anche questa volta avrà il coraggio di dire no.



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