I Quota 96 si beccano un’altra porta in faccia. Dopo le attese interminabili ed estenuanti di una risoluzione proveniente dal Governo, solo un arrivederci e 'ci faremo sentire'. Praticamente nulli il fiato sospeso, il velato spiraglio dovuto alla consegna del DEF e alla risoluzione presentata recentemente alla Camera secondo cui il nodo sarebbe stato sciolto entro il 15 Giugno. Finisce tutto nel dimenticatoio.

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Quota 96: le ultime dichiarazioni del Governo

A lasciarselo sfuggire senza troppe remore è Stefania Giannini, Ministro della Pubblica Istruzione, la quale afferma che i Quota 96 non sono più una priorità del Governo. La patata bollente andrebbe a cadere nelle mani dei parlamentari e dei gruppi politici che non son riusciti a mettersi d’accordo sulla questione dei 4000 dipendenti scolastici bloccati tra le quattro mura dei loro istituti di riferimento perché un’imperfetta legge Fornero li condanna allo stallo.

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E dopo la presunta luce in fondo al tunnel che lasciava presagire un’uscita da scuola con conseguente trattamento pensionistico a partire dal prossimo Settembre 2014, arriva invece l’ennesima cocente delusione di esser relegati in fondo alla to-do-list del Governo Renzi.

Quota 96: cosa aspettarsi

La Giannini avrebbe puntualizzato che il problema è legislativo e non amministrativo.

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Pensioni

Fatto sta che questa storia è ormai diventata trita e ritrita, che a parole il signor Renzi ha decantato innumerevoli volte il suo attaccamento alla scuola e alle problematiche ad essa legate, ma la sostanza resta aria fritta. E a tutt’oggi alle 4000 anime, tra insegnanti e personale Ata che sognavano la pensione, non resta che sognarsela. Probabilmente davanti a questa novità, i Quota 96 avranno voglia di fare un meritato applauso alla classe politica, magari in faccia. 

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