Aumentano i lavoratori in Cig, la sigla che sta per cassa integrazione che molte famiglie italiane hanno imparato tristemente a conoscere. Secondo i dati diramati dalla CGIL, rielaborati attraverso i calcoli dell'Inps, nel corso del primo quadrimestre del 2014, a causa delle 350 milioni di ore in Cig autorizzate, contro le 365 del 2013, i lavoratori italiani in Cig (circa 500mila individui) hanno perso 1,3 miliardi. Secondo i calcoli si stima una cifra di 2.600 euro sul redditto.

Elena Lattuada, segretario confederale CGIL, lancia l'allarme "La situazione è ancora molto grave". La situazione, confrontata con l'anno scorso, non accenna a migliorare.

I dati dell'Istat, in termine di retribuzioni degli italiani, sono impietosi. Segnano appena un +1,2% rispetto al 2013. Il tasso di crescita rimane il più basso dall'anno 1982. Nonostante si segni il dato doppio dell'inflazione (+0,6%).

I lavoratori in Cassa integrazione sono solo parte del quadro sconfortante di un'economia italiana che non accenna a ripartire e a portare fuori dal guado l'industria della penisola. Come spiega la Lattuada in un articolo apparso su La Repubblica, l'aumento dei lavoratori in cassa integrazione denuncia la crisi in cui versa una parte del settore economico e produttivo, fra cui la siderurgia e l'edilizia fra i primi.

A questo si aggiunge il continuo ritardo di pagamenti di commesse, che provocano slittamenti e a volte costringono le industrie a licenziare. Lo segnala la CGIL di Mestre. L'Italia, in Europa, risulta essere il peggior pagatore, la PA nella penisola, per pagare le imprese impiega una media di 107 giorni in più d tempo rispetto agli altri Paesi. Diventa una media di 75 giorni in più, invece, se i rapporti e le commissioni sono intercorsi tra privati. Dati che fanno riflettere, vista la disoccupazione attestata ai livelli del 13%.
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