Continuano ad arrivare importanti novità in merito al capitolo riforma Pensioni 2014: quelli in corso sono infatti giorni decisivi in vista della manovra di riassetto del sistema previdenziale italiano, con il ministro Madia ad aver dato il là ad una politica basata sul ricorso al prepensionamento e politici e giuslavoristi ad insistere sulla creazione di una sistema incentrato su incentivi e flessibilità.



Sempre in tema di riforma pensioni 2014 bisogna poi sottolineare una decisa inversione di rotta in merito all’effettività ‘utilità’ della legge Fornero, mai così apertamente criticata da un mondo, quello della politica, che sembra finalmente aver preso consapevolezza dell’inadeguatezza dell’attuale norma di sistema del comparto pensionistico italiano.

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Quella che si va strutturando è dunque una riforma delle pensioni 2014 basata sul superamento dei principi contenuti nella legge Fornero e che individua in prepensionamento e flessibilità i due punti chiave.

Riforma pensioni 2014, prepensionamento e flessibilità le chiavi: NCD e Lega chiedono l’abolizione della legge Fornero



Come accennato in apertura, le ultime novità in tema di riforma pensioni 2014 passano necessariamente dalla presa di consapevolezza dell’inadeguatezza della legge Fornero: ‘La riforma Fornero - ha dichiarato Maurizio Sacconi, esponente del NCD intervenuto al tavolo tecnico riunitosi la scorsa settimana - si è rivelata troppo rigida tanto che, dalla sua approvazione, sono state impegnate risorse pubbliche per 11 miliardi e mezzo con lo scopo di salvaguardare in base alle previgenti regole previdenziali coloro che in buona fede avevano accettato volontariamente una uscita precoce dal rapporto di lavoro. L'errore è consistito soprattutto nella mancata previsione di una fase transitoria tra il vecchio e il nuovo regime’.



Quale allora la ricetta che consenta di produrre una riforma delle pensioni 2014 in grado di superare la legge Fornero e di risolvere il problema del ricambio generazionale che la sua ratifica ha fin dei conti prodotto? Nessun dubbio, bisogna ripartire da prepensionamenti e flessibilità: ‘Servirebbe una correzione strutturale della riforma che consenta, entro certi limiti, un pensionamento anticipato rispetto alla nuova età disposta dalla riforma in termini compatibili con i vincoli di finanza pubblica’ ha concluso Sacconi.



Dello stesso avviso la Lega Nord, con Salvini ad aver per l’ennesima volta riproposto il tema dell’abolizione della legge Fornero, un provvedimento questo fortemente sponsorizzato anche dall’Idv che ha lanciato una petizione al riguardo.



Si va dunque verso una riforma delle pensioni 2014 costruita sulla creazione di un sistema che ruoti attorno a prepensionamento e flessibilità, parola chiave quest’ultima che non appartiene dunque più al solo Cesare Damiano; il presidente della Commissione Lavoro è stato infatti tra i primi a sponsorizzare un’inversione di rotta radicale incentrata sulla possibilità di concedere ai lavoratori la scelta se adire o meno ad un pensionamento anticipato o prepensionamento a fronte di un meccanismo fatto di incentivi e disincentivi.



Che il prepensionamento possa essere la base per costruire una riforma delle pensioni 2014 lo si evince del resto anche dal provvedimento firmato dal ministro Madia la scorsa settimana, una circolare che ha ufficialmente dato il là ad oltre 20.000 prepensionamenti pro lavoratori statali.

Riforma pensioni 2014: Poletti conferma i cambiamenti, finito il tempo della prudenza



Pur non avendo mai parlato di una riforma delle pensioni 2014 basta sull’abolizione della legge Fornero, anche il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha in settimana confermato che il tempo della prudenza è finito e che bisogna passare a delle decisioni rapide ed importanti, il tutto ‘per recuperare il gap formatosi in questi anni di inattività’.



Le speranze di vedere abolita una riforma di sistema come la legge Fornero sono evidentemente poche, anche e soprattutto per la mole di interventi e correttivi che dovrebbe essere studiata per rimpiazzarla: lo scenario più probabile coincide dunque con una correzione graduale e mirata a risolvere alcuni dei nodi previdenziali più evidenti, con flessibilità e istituto del prepensionamento punti cardine del nuovo disegno riformatore.

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