Sono giorni decisivi quelle relativi all’opzione contributivo donne: nelle settimane scorse il ministro Madia aveva annunciato una possibile proroga, ma nulla è stato fatto e con la fine di maggio è purtroppo tramontata - per le sole lavoratrici autonome - la possibilità di accedere all’istituto.



Permangono ancora speranze invece per le lavoratrici dipendenti del pubblico e del privato, che all’interno dell’opzione contributivo donne continuano a custodire le residue speranze di accedere ad un’uscita anticipata dall’impiego.

Pubblicità

L’appuntamento decisivo da questo punto di vista si terrà nel corso della settimana, quando la riforma della PA approderà nel Cdm in programma il prossimo 13 giugno.

Opzione contributivo donne, riforma PA e Cdm del 13 giugno potrebbero essere decisivi



Sebbene siano ben 44 i punti relativi alla riforma della PA che andranno prima o poi discussi - senza contare l’inserimento last minute del 45°, quello relativo al rinnovo del contratto del pubblico impiego - e che inizieranno ad essere vagliati nel Cdm di giorno 13, in molti danno per scontata un’analisi dell’istituto dell’opzione contributivo donne all’interno della stessa riunione.



La convocazione delle confederazioni sindacali, invitate a colloquio dal ministro Madia presso Palazzo Vidoni il prossimo 12 giugno, conferma l’importanza di un meeting che potrebbe riscrivere il futuro della PA ma anche quello di migliaia di lavoratrici donne.



L’opzione contributivo, lo ricordiamo, consente alle sole lavoratrici di uscire anticipatamente dall’impiego a fronte di 57 anni d’età più 35 di contributi se dipendente, e a 58 anni d’età più 35 di contributi se autonoma, il tutto in combinato con la fruizione di assegni pensionistici decurtati di quasi il 20% rispetto a quelli tradizionalmente calcolati col retributivo.



Il problema è che i termini per poter godere dell’opzione contributivo donne stanno per decorrere: nonostante la previsione in base alla quale l’istituto sia fruibile sino al 2015, per molte lavoratrici il tempo a disposizione per poter fare domanda sta infatti scadendo già in questo 2014. Il motivo?



I requisiti su esposti devono essere raggiunti entro novembre o dicembre 2014, se dipendenti del settore privato o pubblico, ed entro maggio 2014 se autonome, il tutto per via del funzionamento della vecchia finestra mobile.



I termini per le lavoratrici donne sono dunque scaduti, e in assenza della proroga promessa dal Ministro Madia (e prima ancora dalle Commissioni Lavoro di Camera e Senato dei governi Letta e Renzi) l’opzione contributivo donne diverrà inutilizzabile anche per le altre tipologie di lavoratrici.



Stando alle ultime indiscrezioni, il caso sarà comunque esaminato all’interno del Cdm insieme agli altri punti connessi alla riforma della PA: assisteremo finalmente ad una proroga dei termini per quel che concerne l’opzione contributivo donne? La speranza è l’ultima a morire e dopo il 13 giugno tutto sarà più chiaro.