Giorno difficile per i lavoratori ATA e per gli insegnanti Quota 96, che nonostante la palese ingiustizia subita si trovano a dover tornare tra i banchi di Scuola per iniziare un nuovo anno scolastico. Purtroppo l'estate non ha saputo portare la soluzione lungamente attesa, nonostante si sia arrivati molto vicini ad una sanatoria, tramite l'inserimento di un provvedimento ad hoc all'interno della Riforma della pubblica amministrazione. Quando ormai la questione sembrava chiusa, all'ultimo secondo tutto è saltato a causa della mancanza di adeguate coperture. A partire da quel momento la situazione è sembrata precipitare, visto che il Governo Renzi si è trincerato dietro ad un silenzio interlocutorio. Di fatto la situazione attuale prevede esclusivamente un intervento in favore degli esodati all'interno della prossima legge di stabilità 2015, mentre il problema dei Q96 è rimandato per stessa ammissione del Premier Renzi a data da destinarsi.


Insegnanti e lavoratori coinvolti decidono di protestare per far sentire la propria voce


A partire da quanto descritto gli insegnanti e i lavoratori ATA coinvolti in questa vicenda fin dall'approvazione della Riforma Fornero del 2011 hanno deciso di far sentire la propria voce attraverso delle manifestazioni di protesta, la prima delle quali ha preso forma lo scorso 29 agosto in Piazza S.S. Apostoli a Roma. Stiamo parlando di circa 4000 lavoratori pubblici che hanno già maturato i requisiti di 35 anni contributivi e 61 anni di età, oppure di 36 anni di contributi e 60 di età. Nell'ultima manifestazione dell'estate si è ripresentata una seconda possibile soluzione (oltre a quella legislativa), legata al ricorso dei lavoratori presso la Corte Costituzionale. Un'ipotesi già presa in considerazione dalla Cisl (respinta per alcune problematiche di forma), che lo stesso sindacato ha deciso di proporre nuovamente per un secondo ricorso. A supporto dell'idea si è dichiarato favorevole anche l'Onorevole Ferdinando Imposimato, spiegando che dal suo punto di vista ci sono i presupposti per un responso favorevole da parte della Corte.

La prosima manifestazione di protesta è prevista per il 10 ottobre 2014, organizzata dai Cobas Scuola

Nel frattempo proseguono le iniziative di protesta dei lavoratori operanti nell'istruzione, che prevedono di far sentire la propria voce ad ogni occasione disponibile. Tra le strategie di comunicazione adottate vi è quella di presenziare ad ogni intervento pubblico del Premier Matteo Renzi, così da sensibilizzarlo verso la propria causa. Ma in merito al problema si stanno organizzando nuovamente anche i Cobas scuola, in previsione di una nuova manifestazione decisa per il prossimo 10 ottobre 2014. Scenderanno in piazza tutti i lavoratori disagiati della scuola (quota 96 e precari), assieme agli studenti, ai genitori e alle associazioni di sindacati.

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