'Ce lo chiede l'Europa' è uno slogan che abbiamo ascoltato spesso negli ultimi anni, quasi come se l'Italia debba sentirsi in debito nei confronti della grande istituzione rappresentata dall'Unione Europea. Eppure sembra che il Presidente del Consiglio non stia soffrendo affatto di sudditanza: semmai la malattia che sembra aver colpito il premier Renzi si chiama 'annuncite' visto che di proclami, in questi ultimi giorni, ne abbiamo sentiti parecchi. 'L'Italia la cambiamo - ha twittato poco fa il capo dell'esecutivo - piaccia o non piaccia ai soliti noti esperti di palude'. '#millegiorni' (l'hashtag citato da Renzi) e l'Italia tornerà leader, non follower', menzionando uno dei termini più in voga su Twitter. Eppure, a giudicare da quanto accaduto negli ultimi giorni, l'Italia continua a recitare inevitabilmente il ruolo di follower e uno degli esempi più emblematici è rappresentato dalla Scuola. Come forse molti di voi sapranno, poche settimane fa la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha minacciato sanzioni (anche gravi, si parla di quattro miliardi di euro) nei confronti dell'Italia, rea di aver abusato del precariato nella scuola anzichè adottare una politica di assunzione a tempo indeterminato.


Scuola, riforma Renzi e docenti precari: in quattro mesi si potrà essere assunti di diritto

Di questo argomento ha parlato la rappresentante del 'Comitato tutela docenti precari', Alessandra Michieletto, nel corso di un suo intervento alla trasmissione radiofonica, in onda su Radio 1 e intitolata 'Start'.
La Michieletto, riferendosi alla notizia delle 100.000 assunzioni di precari che sarebbe nei piani del premier Renzi e del Ministero dell'Istruzione, ha sottolineato tutto il proprio scetticismo: 'Altri annunci che seguono annunci' ha detto la rappresentante dei precari che poi ha spiegato i motivi per i quali non si può credere a certe affermazioni. 'Secondo me è sul piatto 'perché ce lo dice l 'Europa'', riferendosi chiaramente alle sanzioni che potrebbero arrivare nel caso in cui si continui a violare quelle che sono le direttive europee. La Michieletto, comunque, ha precisato che conterà poco se il governo dirà di sì oppure no, perchè 'ricorrendo al giudice del lavoro in 4 mesi saremo ugualmente in ruolo". Le colpe dei governi che si sono succedute negli ultimi anni, ha concluso la Michieletto, possono essere riassunte in un semplice dato statistico: negli ultimi dieci anni, i precari sono aumentati del 150 per cento.
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