Si avvicinano inesorabilmente i giorni in cui si terranno le prove scritte dell'esame di abilitazione alla professione forense; i giorni 16, 17 e 18 dicembre 2014, infatti, decine di migliaia di aspiranti avvocati parteciperanno al primo step di un test a 4 fasi (3 prove scritte ed 1 orale) definito, da molti, come uno dei test più difficili in assoluto da superare.

Tra la vendita di testi finalizzati a fornire aiuto nella preparazione ed ipotesi sulle possibili tracce che potranno uscire in sede d'esame, sembra essere passato in secondo piano un aspetto molto particolare dell'esame d'avvocato 2014: questo, infatti, sarà l'ultimo ad aver luogo prima dell'entrata in vigore delle nuove regole, introdotte dalla legge n.

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247 del 31 dicembre 2012 e che cominceranno ad entrare in vigore dal giorno 1 gennaio 2015.

Schematizzando quanto previsto dal testo della sopra menzionata legge, le novità più rilevanti apportate alle regole dell'esame di abilitazione alla professione forense sono le seguenti:

  • Le prove scritte si svolgono con il solo ausilio dei testi di legge senza commenti e citazioni giurisprudenziali;
  • Le prove orali verteranno su diritto civile e penale, sulle le due procedure relative, sull'ordinamento e la deontologia forense e su due materie a scelta libera tra: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento penitenziario e giudiziario;
  • In sede di valutazione, non sarà più consentita la compensazione tra punteggio dello scritto e dell'orale; secondo quanto previsto dalla nuova normativa, infatti, saranno giudicati idonei i candidati che otterranno un punteggio non inferiore a trenta punti per ciascuna materia;
  • Viene considerato reato, punibile con la reclusione fino a 3 anni, far pervenire ad uno o più candidati, in qualsiasi modo, testi relativi al tema d'esame.

Come è possibile desumere da quanto sopra scritto, l'esame d'avvocato diverrà estremamente più difficile; tale scelta sembra essere stata presa per ridurre il numero di avvocati in Italia ed alzare il livello dei soggetti abilitati.

Non risulta possibile, tuttavia, passare sopra le criticità della riforma ora esposta: in primo luogo, rendere l'accesso all'attività d'avvocato ancora più ostico rischia di far divenire tale professione sempre più un mestiere riservato ad una ristretta casta; si deve osservare, inoltre, che il tirocinio offerto agli aspiranti non risulta idoneo a fornire gli strumenti per poter redigere un parere senza l'ausilio dei testi commentati, giacchè l'attività svolta, nel periodo appena menzionato, è più finalizzato ad insegnare ciò che concerne gli aspetti pratici, della professione forense, facendo passare in secondo piano le nozioni e le conoscenze teoriche fondamentali per superare le prove scritte.

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Quanto appena esposto è risaputo tra gli aspiranti avvocati che sosterranno l'esame scritto a dicembre; ciò rappresenta per questi un motivo di ulteriore tensione, poiché le prossime prove rappresentano l'ultimo treno per evitare di sostenere i test con la nuova disciplina.

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