Il Governo Renzi ha apportato modifiche, attraverso il Jobs Act, a diversi temi riguardanti il mondo del lavoro e dell'occupazione. Di conseguenza, anche l'aspetto riguardante il mondo della Disoccupazione dovrebbe subire dei cambiamenti.

Naspi e disoccupazione

Secondo il Consiglio dei Ministri, il nuovo assegno di disoccupazione, chiamato Naspi, sarà gestito dalla nuova agenzia unica per il lavoro, che si avvarrà della collaborazione dei Centri per l'Impiego e dell'Inps e dovrebbe fornire una risposta veloce alla situazione italiana attuale che ha visto un incremento vertiginoso del tasso di disoccupazione.

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Sostituisce l'Aspi

Sostituendosi all'Aspi, il Naspi non solo prevede un pubblico maggiore di riferimento, in quanto saranno coinvolti anche i soggetti che hanno avuto un lavoro con contratto a tempo indeterminato, atipico o di collaborazione, ma anche tempistiche più lunghe durante le quali potersi avvalere di tale strumento di sostegno, che arriverà fino ad un massimo di 2 anni: più precisamente saranno presi in considerazione la metà dei mesi in cui il soggetto interessato ha avuto un contratto di lavoro negli ultimi quattro anni precedenti alla richiesta del sussidio, che partirà da un massimo di 1.200,00 Euro per scendere poi gradualmente fino a 700,00 Euro.

Naspi, assegno di disoccupazione
Naspi, assegno di disoccupazione

Bisogna aver lavorato almeno 3 mesi prima di perdere il lavoro

Coinvolgendo tutti i soggetti che finora non avevano avuto accesso al sussidio per il tipo di contratto sottoscritto con il datore di lavoro, il Naspi darà la possibilità di ricevere sostegno economico a tutti coloro i quali hanno lavorato per almeno tre mesi prima di perdere l'impiego.

Se non si trova lavoro nei due anni successivi alla richiesta del Naspi

Inoltre, secondo quanto prospettato dal Governo Renzi, il sussidio non abbandonerebbe il lavoratore se questi non dovesse trovare lavoro nei 24 mesi successivi alla richiesta del Naspi; infatti, in quel caso, prendendo in considerazione l'Isee del disoccupato, se questi dovesse rientrare nella fascia di reddito prestabilita, il richiedente avrebbe diritto ad un'altra forma di sostegno economico.

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Fine della cassa integrazione in deroga

Per quanto riguarda le disponibilità economiche dello Stato per sostenere tale tipologia di sostegno economico a coloro che hanno perso il posto di lavoro e faticano a ritrovarlo, il Governo pensa di poter trovare le coperture economiche dalla fine della cassa integrazione in deroga, che dovrebbe avvenire in modo graduale.

NEF, Documento di Economia e Finanza

Tutte le informazioni sopraelencate, comunque, attualmente restano solo ipotesi, in quanto nel Documento di Economia e Finanza, conosciuto con l'acronimo NEF, attualmente non vi sono ancora riferimenti alla possibilità di mettere effettivamente in atto in modo pratico il Naspi.

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