Non si esaurisce il dibattito in tema di pensioni 2015 con opzione contributivo donne: di fatto quelli in corso sono gli ultimi giorni a disposizione delle lavoratrici per poter fruire dell’istituto, con le impiegate del comparto privato ad avere tempo sino al 30 novembre e quelle del settore pubblico ad avere invece a disposizione un mese e mezzo e circa (per loro i termini di ricorso all’opzione contributivo scadranno al 30 dicembre 2014).

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E poi? A meno di interventi legislativi decisi e puntuali non sarà possibile assistere a delle Pensioni 2015 con opzione contributivo, con la conseguenza che le 6-7mila lavoratrici che matureranno i requisiti all’anno nuovo dovranno mettersi l’anima in pace ed iniziare ad entrare nell’ottica di dover restare al lavoro 5 o 6 anni in più. Non sono comunque del tutto sfumate le possibilità di poter assistere ad un comparto previdenziale che vanti al proprio interno delle pensioni 2015 con opzione contributivo: ieri si è infatti tenuto un tavolo di confronto a Palazzo Chigi che ha visto protagonisti i sindacati da una parte e il ministro Madia dall’altra, un meeting dall’esito incerto che ha lasciato più dubbi che certezze.

Pensioni 2015 con opzione contributivo
Pensioni 2015 con opzione contributivo

La possibilità di assistere ad una proroga dell’opzione contributivo non è comunque sfumata del tutto, molto dipenderà dal ministro Madia che già aveva provato ad affrontare l’argomento lo scorso agosto.

Pensioni 2015 con opzione contributivo, requisiti e domanda: ultimi giorni, svolta Madia? – Scenari tutti da scrivere

Come accennato in apertura, non sono ancora tramontate del tutto le possibilità di assistere a delle pensioni 2015 con opzione contributivo: nel corso del meeting di ieri, il ministro Madia non ha apertamente fatto cenno alla possibilità che si possa istituire una proroga ma si è comunque mostrata disponibile al dialogo, segno di come qualcosa potrebbe essere fatto. Già lo scorso agosto il ministro aveva tentato di prevedere una proroga dell’opzione contributivo all’interno della riforma PA (si parlava addirittura di una possibile estensione dello strumento anche ai lavoratori di sesso maschile), ma poi il provvedimento cadde sotto la scure della Ragioneria di Stato. Oggi la situazione è differente anche perché il Comitato Opzione Donna ha mosso ricorso contro l’INPS supportato nella propria battaglia dall’Onorevole del PD Maria Luisa Gnecchi; il membro del partito di Renzi ha anche tenuto una conferenza stampa dimostrando numeri alla mano come un’eventuale proroga produrrebbe enormi risparmi sul lungo periodo, il punto sta tutto nell’accettare un piccolo investimento nell’immediato. Certo prevedere delle pensioni 2015 con opzione contributivo sarebbe un bel passo in avanti, non solo per 6mila donne desiderose di fruire dell’istituto ma anche per quanto concerne il disegno riformatore che il Governo Renzi porta avanti da tempo; l’idea è sempre stata quella di flessibilizzare i meccanismi di uscita dal lavoro rendendo il tutto meno rigido, ecco che una proroga dell’opzione contributivo non potrebbe che andare in questa direzione. Ma quali sono i requisiti di accesso all’opzione contributivo donne? In linea generale l’istituto consente di uscire dall’impiego a 57 o 58 anni di età più 35 di contributi, il tutto a fronte di assegni comunque ridotti di una media del 20-25% rispetto a quelli cui si avrebbe diritto col retributivo. Se il ministro Madia o chi per lei non riusciranno ad istituire la tanto attesa proroga non ci sarà la possibilità di assistere a delle pensioni 2015 con opzione contributivo: ciò significherebbe che per le donne resterebbero in vigore i soli requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia (63 anni e 9 mesi di età, per il pubblico 66 e 3 mesi) e a quella anticipata, con 41 anni e 6 mesi di contributi, requisiti comunque destinati ad inasprirsi nei prossimi anni. Seguiremo i futuri sviluppi, se desiderate continuare a rimanere aggiornati vi invitiamo a cliccare il tasto ‘Segui’ poco sotto il titolo del pezzo!

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