Sono in arrivo brutte notizie per i pensionati: il PIL va giù, trascinandosi anche le nostre Pensioni. A rivelare la beffa che presto andrà a colpire i lavoratori a riposo, è il noto quotidiano economico 'Il Sole24Ore' che ha pubblicato la notizia secondo la quale il ministero del Lavoro e l'ente di Previdenza Sociale avrebbero inviato una missiva al ministero dell'Economia dove si comunica che il tasso annuo di capitalizzazione relativo alla rivalutazione del montante del 2014 ha fatto registrare un segno negativo: per l'esattezza, siamo al -0,1927%.

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Ciò che interessa di più agli italiani ed in particolar modo ai pensionati è che il montante dei contributi che ciascun lavoratore ha provveduto ad accantonare durante la carriera anzichè rivalutarsi, si è svalutato e ciò andrà inevitabilmente ad incidere sull'importo dell'assegno pensionistico.

Facciamo qualche esempio: chi aveva accumulato un totale di 50.000 euro di contributi, subirà una perdita di 96 euro (50.000 moltiplicato per 0,1927 diviso 100), chi ne aveva accantonati 100.000, il taglio sarà pari a 192 euro e chi era arrivato ai 150.000 euro, dirà addio a 289 euro.

Pensioni 2014, Pil e tagli agli assegni pensionistici: ecco perchè

La causa principale di questi tagli è da attribuire, ancora una volta, alla famosa crescita economica che stiamo aspettando da diversi anni ma che non ne vuole proprio sapere di arrivare ed in particolare alla legge Dini del 1995, attraverso la quale si stabilì che i contributi versati dai lavoratori nel corso degli anni sarebbero stati oggetto di rivalutazione secondo l'andamento del Prodotto Interno Lordo relativo agli ultimi cinque anni.

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Un provvedimento che avrebbe dovuto costituire un aiuto ed un sostegno per i pensionati ma che, purtroppo, con il crollo del Pil in questi ultimi anni, ha causato un 'effetto boomerang' negativo che si farà sentire, purtroppo, nei prossimi mesi.

Una vera e propria mazzata per tante famiglie che si aggiunge al fatto che il potere di acquisto delle pensioni contributive, negli ultimi anni, si è lentamente assottigliato per effetto dell'aumento dell'inflazione. Quale sarà, a questo punto, la presa di posizione dei sindacati di fronte all'ennesima ingiustizia e penalizzazione? Il Governo deciderà di intervenire per riparare al danno?