Prosegue il dibattito sull'attività in essere presso il Senato della Repubblica per la riforma del sistema pensionistico: l'obiettivo è di flessibilizzare il sistema e cercare di garantire delle sicurezze almeno alle persone che hanno subito maggiori disagi dalla Riforma Fornero del 2011. Purtroppo le risorse finanziarie spendibili sono limitate, un punto che non può essere ignorato nonostante le buone intenzioni dei legislatori e che ha di fatto bloccato molti tentativi precedenti d'apertura a qualche forma di pensione anticipata.
Riforma Pensioni, la legge di stabilità 2015 dovrebbe confermare i provvedimenti già presi alla Camera
Il punto fermo per l'analisi del dossier pensionistico in Senato dovrebbe arrivare dalla conferma del lavoro già svolto alla Camera dei Deputati: si va dal tetto alle pensioni d'oro per i lavoratori a reddito elevato dello Stato (che potevano cumulare ingiustamente i vantaggi del retributivo e del contributivo) alla pensione anticipata per i lavoratori precoci che possono sviluppare i requisiti da qui al termine del 2017.
Unico punto che potrebbe variare, come scopriremo a breve, è quello sull'inasprimento dell'imposizione che riguarda la previdenza integrativa.
Pensione anticipata e previdenza: ecco le tematiche in discussione al 16 dicembre presso la Commissione Bilancio in Senato
Il tempo stringe e la Commissione Bilancio sta lavorando alacremente per capire quali sono le misure che possono essere sottoposte all'attenzione dei Senatori: tra quelle già date per certe vi è la rimodulazione dell'aumento impositivo che alla Camera ha colpito le pensioni integrative. Quelle private e di tipo assicurativo sono passate dall'11,5% al 20%, mentre ora dovrebbero beneficiare di un'aliquota più moderata, in un range che va dal 15% al 17%.
Per le casse professionali si dovrebbe confermare l'aliquota vigente al 20%. Altro punto al vaglio del Senato sarà la proroga dell'opzione donna. Secondo l'Inps i termini si sono chiusi, ma l'istituto di previdenza continua a protocollare le domande, in attesa di avere una risposta definitiva da Governo Renzi e Parlamento.
Riforma pensione: restano fuori esodati non salvaguardati, quota 96, disoccupati in età avanzati
Purtroppo la legge di stabilità in Senato non potrà agire in senso strutturale, pertanto vi saranno ancora moltissimi soggetti che non potranno beneficiare di una salvaguardia: basti pensare agli esodati che non sono rientrati in alcuna salvaguardia, a chi svolge lavori usuranti, ai lavoratori della scuola Quota 96 e più in generale a tutti coloro che hanno perso il lavoro in età avanzata e che non possiedono i requisiti per l'accesso all'Inps.
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