Riforma Pensioni,con l’inizio del nuovo anno sono attese novitàsu più fronti. Pensione anticipata 2015e prepensionamento di variecategorie rimaste deluse dalla recente Leggedi Stabilità paiono essere i temi più caldi di questi giorni che,inevitabilmente, finiranno nell’agenda del governoRenzi e del nuovo presidente dell’InpsTito Boeri. Cosa c’è da attendersi per il futuro? Intanto dal primo gennaiol’uscita anticipata dei lavoratoriprecoci senza penalizzazioni è legge: con l’approvazione dell’emendamentoGnecchi-Damiano è stata aperta una finestra che si protrarrà fino al terminedel 2015 e che vedrà il superamento del sistema previsto dalla legge Fornero.

La manovra del governoMonti, infatti, mirava a ritardare l’addio al lavoro per produrre risparmisulle casse dell’ente: risparmi che, inevitabilmente, si sono abbattuti sullacarne viva del tessuto sociale italiano. Per ora il problema è risolto: per treanni si andrà in pensione con 42 anni e6 mesi di contributi (uno in meno per le donne) indipendentemente dall’etàanagrafica. Attenzione, però: dal 1°gennaio 2016 l’età pensionabile aumenterà di 4 mesi e questo si abbatteràanche sulla categoria dei lavoratori con i requisiti esposti.

Riforma Pensioni 2015e pensione anticipata: aumento età pensionabile, ultime novità

Come anticipato nei giorni scorsi, il governo Renzi ha dato il via libera all’aumento dell’età pensionabile a partire dal 2016.

Non è una novitàassoluta dato che la previsione fu fatta dal governo Berlusconi con lo scopo diadeguare l’età pensionabile con l’aumento dell’aspettativa di vita della popolazione.La legge Fornero è intervenuta accelerandoquesto processo e, salvo modifiche introdotte nell’anno appena iniziato, fra 12mesi per maturare i requisiti pensionistici si dovrà lavorare quattro mesi inpiù.

Riforma Pensioni2015, assegni d’oro: Boeri pensa a contributo di equità?

E’ forse la novità più attesa: si guarda con attenzione alleprime mosse di Tito Boeri alla guidadell’INPS. L’economista in passato aveva esposto la sua contrarietà agliassegni più elevati, suggerendo l’introduzione di un contributo di equità che avrebbe fatto recuperare 4 miliardi dieuro e restituito un pizzico di giustizia sociale.

Adesso paiono non essercipiù scuse, non resta che aspettare fiduciosi.

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