La pensione anticipata (possibilmente senza penalizzazioni) come soluzione ai tanti problemi di disagio lavorativo che sono sorti in seguito alla legge Fornero 2011: è questo quello che chiedono i lavoratori, soprattutto se coinvolti in una situazione di disagio. Il Governo Renzi è ben consapevole della questione e avrebbe allo studio una serie di ipotesi utili alla flessibilizzazione dell'uscita dal lavoro, ma per poter ottenere una misura realmente strutturale bisognerà far fronte ai limiti di bilancio e alle richieste provenienti da Bruxelles riguardo la tenuta dei conti pubblici.

Resta il fatto che risulta difficile pensare di proseguire a lungo con la strategia contenitiva attuata negli ultimi tre anni (a partire dai provvedimenti sanatori presi inizialmente dal Governo Monti e dal successivo Governo Letta). Le tante misure di salvaguardia ad hoc, come quelle più recenti dedicate agli esodati e ai lavoratori precoci, non sembrano riuscire a soddisfare le necessità dei lavoratori, mentre vi sono tante situazioni che restano al di fuori di ogni meccanismo di welfare: si pensi ad esempio al caso dei disoccupati di lungo periodo e in età avanzata, che non riescono a reinserirsi nel mondo produttivo a causa della crisi economica e che restano al contempo tagliati fuori dall'Inps nonostante un montante contributivo importante.

L'intervento di Cesare Damiano, che chiede al Governo di intervenire sulla riforma Fornero avvenuta nel 2011

"La riforma del 2011 ha avuto due effetti controproducenti sul piano sociale: il primo è quello di aver creato una situazione esplosiva [...] il secondo è che andare in pensione di vecchiaia oltre i 67 anni a causa di un sostanziale blocco delle assunzioni": sono le parole pronunciate da Cesare Damiano, che commenta le richieste di flessibilizzazione dell'accesso all'Inps rivolte al Governo Renzi.

Tra le proposte dell'ex Ministro del Lavoro, nonché attuale Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, vi sono l'accesso generalizzato alla pensione anticipata con 62 anni di età e 35 di versamenti (seppure sopportando una penalizzazione massima dell'8%), oppure la più popolare quota 100. Il numero farebbe riferimento alla somma degli anni di versamento con l'età anagrafica; si potrebbe cioè ottenere la pensione (ad esempio) con 60 anni di età e 40 anni di versamento, oppure con 59 anni di età e 41 di contribuzione e così via.

Per il momento dal Governo Renzi non arrivano risposte, ma la pressione per la flessibilizzazione dell'accesso all'Inps potrebbe salire improvvisamente questa sera, quando la Consulta esprimerà il proprio parere sull'ammissibilità del referendum abrogativo della legge Fornero proposto dalla Lega Nord.

Per saperne di più, non ci resta che attendere le prossime ore. Nel frattempo, vi invitiamo a farci sapere cosa pensate delle vicende riportate tramite un commento sul sito, mentre per restare aggiornati sulle prossime novità relative al sistema Inps, vi ricordiamo di cliccare sul comodo pulsante "segui" che vedete in alto, sopra al titolo dell'articolo.