Anche oggi 25/02 si continua a parlare di riforma Pensioni e di pensione anticipata con le ultime novità che giungono dai sindacati che pressano il Governo affinché si trovi subito un accordo. Oltre ai tempi già decritti parlereamo a anche della situazione a cui stanno andando incontro i comitati opzione donna: a che punto siamo? Le maggiori sigle sindacali, Cgil e Cisl, con in testa i loro leader donna Annamaria Furlan e Susanna Camusso stanno pressando costantemente il ministro Poletti per dare una scossa ad un tema che coinvolge milioni di lavoratori, ovvero l'accesso alla pensione anticipata.

Le due portabandiera sindacali rimproverano a Poletti l'atteggiamento tenuto fino ad oggi che dimostra poca sensibilità sul tema pensioni. Anche ieri, in un intervista lo stesso Poletti aveva rimarcato le priorità del Governo in materia di pensioni, anche se non aveva dato data certe per l'inizio dei lavori. Intanto continua a riscuotere un discreto successo anche tra i sindacati la proposta del presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, che caldeggia da un pò di tempo una riforma del meccanismo della pensione anticipata con il raggiungimento dei 62 anni di età.

Lo stesso Damiano incassa una piccola vittoria dato che il governo ha da poco firmato una circolare, a firma Madia che prevede il 'pensionamento forzato' per i dipendenti del pubblico impiego che abbiano raggiunto i requisiti utili all'uscita dal lavoro.

Riforma pensioni Renzi: lavoratori precoci, usuranti e opzione donna: a che punto siamo?

A che punto siamo con la situazione dei lavoratori precoci, usuranti e opzione donna?

Andando ad esaminare la situazione dei lavoratori precoci e lavoratori usuranti appare faticoso il percorso che dovrebbe portare questa categoria di lavoratori ad una pensione prima dei termini di legge. Come appare abbastanza complesso il percorso dei comitati Opzione Donna, che attraverso il capogruppo Maroni ha intrapreso un dialogo con il neo presidente Inps, Tito Boeri. Oltre che a Boeri, i Comitati si rivolgono anche al direttore generale Inps chiedendo che si istituisca un tavolo di concertazione per limitare i disagi provocati dalle due circolari Inps dell'anno scorso che bloccavano i termini per l' opzione donna.

I comitati Opzione Donna chiedono a Boeri di adegursi alla legge che prevede una proroga fino al 2015, mentre per l'Inps i termini sono scaduti nel 2014. Se non si dovesse trovare una soluzione, la Maroni, tornerà alla carica con la class action contro l'ente perché, spiega, che "non è una questione di soldi ma di dignità

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