Scatti di merito, croce e delizia della riforma della scuola del Governo Renzi. Nella presentazione del disegno di legge della Buona Scuola della scorsa settimana, l'Esecutivo ha promesso lo stanziamento di 200 milioni di euro a favore dei docenti più meritevoli e capaci. Duecento milioni di euro che i docenti dovranno dividersi con i collaboratori dei presidi, ovvero il mentore e lo staff che, nelle intenzioni del Governo, dovranno guidare la scuola nei prossimi anni.

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E, da uomini di fiducia dei dirigenti, i docenti collaboratori avranno sicuramente una corsia preferenziale rispetto agli altri docenti per accaparrarsi i premi della scuola.

Il risultato sarà che il Governo terrà ben stretti i cordoni della borsa solo per i professori: ai presidi, infatti, andranno circa 400 euro in più al mese, mentre ai docenti solo 25 euro. Non a tutti i docenti, ma solo a quelli che verranno reputati meritevoli dallo stesso dirigente scolastico e dagli altri organi di valutazione, ovvero gli organi collegiali della scuola, gli alunni e i genitori degli alunni.

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In ogni modo, la riforma della scuola di Renzi rinvia ad un altro decreto legislativo i criteri di valutazione dei docenti. Il decreto legislativo dovrà essere emanato dallo stesso governo prendendo in considerazione i criteri generali di valutazione e, dunque, si lascerà ampio spazio alla discrezionalità dell'esecutivo. Nello stesso decreto, saranno poi fissati i criteri che i presidi dovranno rispettare nella scelta dei docenti dagli albi provinciali.

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Presidi e docenti, ecco quali sono gli aumenti di retribuzione e i fondi per la formazione

Dunque l'aumento per i dirigenti scolastici sarà di 400 euro mensili: l'incremento di retribuzione è dovuto al fatto che i presidi, tra le varie funzioni, dovranno assumere la responsabilità di chiamare i docenti da assumere nella propria scuola scegliendoli da albi provinciali. Esigue, invece, le risorse che verranno stanziate per la formazione, considerata comunque obbligatoria, dei docenti: 40 milioni di euro.

Se consideriamo che i docenti beneficeranno anche della "Carta Prof", la card ricaricabile da 500 euro da utilizzare per l'acquisto di beni e servizi "culturali", non ci saranno ulteriori aumenti e fondi a favore dei professori.

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