L'ampliamento del porto di Piombino con il polo di demolizione navi e quello di assemblaggio di moduli industriali per la produzione di gas ed energia della General Electric offrirà centinaia di posti di lavoro entro il 2016. Le aziende San Giorgio del Porto di Genova, Fratelli Neri e Saipem di Livorno hanno in progetto di costruire il primo polo di demolizione navi nell'ambito dell'ampliamento del porto di Piombino in provincia di Livorno. Anche General Electric vuole creare a Piombino un polo di assemblaggio complementare a quello già esistente al porto di Carrara.
La regione Toscana, come ha sottolineato il presidente Enrico Rossi, ha investito 140 milioni di euro e il governo 100 nel progetto di ampliamento del porto di Piombino. Dopo il contestato trasferimento della nave Costa Concordia al porto di Genova, questa nuova prospettiva, che farà rinascere il porto di Piombino, ha suscitato l'interesse di molte aziende che pensano di investire nel settore.
Il polo di demolizione navi dovrebbe impiegare circa 200 operai addetti alla demolizione e l'azienda General Electric circa 350. Tutto dipenderà dal numero di commesse che verranno fatte, in base alle quali il numero di addetti potrebbe anche aumentare. Le prime navi da demolire arriveranno a Piombino già all'inizio del 2016 e questo ambizioso progetto mira a fare concorrenza alle aziende del sud est asiatico, dove attualmente vengono smaltite quasi tutte le navi in disarmo.
Il porto di Piombino dovrebbe diventare il punto di riferimento di tutto il Mediterraneo, con il polo di demolizione e il polo di assemblaggio di moduli industriali per la produzione di gas ed energia della General Electric. Complessivamente le forze lavorative richieste saranno centinaia e, considerando i forti investimenti di regione Toscana e Governo, le prospettive occupazionali sembrano concrete.
Oltre agli investimenti fatti dalle istituzioni ci sono quelli dei privati, che ammontano a più di 1100 milioni di euro. Il progetto di ampliamento del porto è stato presentato venerdì 21 marzo a Firenze ed è una grande opportunità di sviluppo regionale e internazionale. Il porto di Piombino è stato scelto perché, con la sua profondità di 20 metri dalla banchina, è l'unico che in Italia potrebbe smaltire la quasi totalità delle navi.