Sulla Pensioni Quota 100 e Quota 62 e sul Prestito Inps torna a parlare Cesare Damiano rilasciando un' intervista al quotidiano Il Manifesto, ove ribadisce con forza la sua perplessità nei confronti del prestito pensionistico e delle relative mini pensioni che non ritiene possano risolvere realmente i nodi critici dell'attuale sistema pensionistico. Il ritorno alle Quote, come anche ribadito dai sindacati ed in particolare da Annamaria Furlan della Cisl, sarebbe la strada maestra da percorrere, in quanto consentirebbe la giusta flessibilità in uscita, tenendo conto anche delle differenti storie di vita dei lavoratori.

Damiano si è infatti detto contrario alle scelte verso cui pare propendere l'esecutivo Renzi, ossia un anticipo sulla pensione e un'agevolazione per coloro che sono prossimi alla pensione. Per il presidente della Commissione Lavoro entrambe le ipotesi prestare soldi che dovranno essere resi quando si andrà in pensione o un ammortizzatore sociale per coloro a cui mancano due anni alla pensione non possono essere considerate soluzioni risolutive.

Per questa ragione, Damiano ha ribadito con forza nell'intervista, che si batterà per ottenere la flessibilità in uscita col sistema della Quota 100, a maggior ragione ora che anche i sindacati sembrano coesi e concordi verso la pensione anticipata raggiungibile con il sistema delle quote.

Pensioni Quota 100 vs Prestito Inps: chi la spunterà?

Ricordiamo le differenze tra le due misure che più stanno alimentando il dibattito politico e pubblico sul versante pensioni: la Quota 100 e il prestito Inps. Approvando la prima misura il Governo Renzi darebbe l'ok a quanti sommando età anagrafica e contributiva giungano la soglia 100, permettendo loro di uscire dal mercato del lavoro senza incorrere in alcuna penalizzazione.

Col prestito Inps invece al lavoratore prossimo alla pensione sarebbe concesso di ottenere da subito un assegno più basso, del valore di circa 600-700 euro, a fronte però dell'accensione di un prestito con l'Inps. Che andrebbe poi reso una volta maturati i requisiti richiesti e ottenuto l'assegno pensionistico finale.

Pensione anticipata quota 62 più 35 anni di contributi: sì di Boeri, l'esecutivo Renzi che fa?

Per quanto concerne la Quota 62 nei giorni scorsi Tito Boeri , parlando di riforma pensioni e sistema previdenziale, ha ripreso la proposta di cui Damiano è primo firmatario, che permetterebbe al lavoratore di andare in pensione con 62 anni e 35 di contributi con una decurtazione al più pari all'8%. Ha altresì detto che il metodo contributivo potrebbe rendere più elastico il rigido sistema pensionistico attuale, in Legge di Stabilità oltre a Quota 100, Prestito Inps e Quota 62 potrebbero giungere, quindi, anche risposte in merito alla possibilità di estendere il metodo contributivo non solo per le donne ma per tutti i lavoratori?

La strada è ancora lunga, ma il fatto che se ne torni attivamente a parlare fa ben sperare nella riapertura del cantiere previdenziale, lo stesso Damiano dice, che l'orizzonte temporale della legge di stabilità è ragionevole. Non tocca che attendere dunque, anche se per i lavoratori i tempi sarebbero già sufficientemente maturi ora.