Non si placano le polemiche dei lavoratori stagionali per quanto riguarda il nuovo sussidio di disoccupazione Naspi 2015. I requisiti di accesso, la durata e gli importi sono particolarmente penalizzanti per coloro che hanno rapporti di lavoro frammentati e non continuativi. In un mondo del lavoro segnato da una flessibilità che sfiora continuamente la precarietà, la Naspi 2015 viene considerata un passo indietro anche rispetto alla MiniAspi, che permetteva un sostegno al reddito più duraturo. In questo articolo cercheremo di fare il punto della situazione e analizzeremo non soltanto le differenze con la MiniAspi, ma anche le critiche dei sindacati.

Disoccupazione Naspi 2015 requisiti: la differenza con la MiniAspi

Per quanto riguarda il nuovo sussidio di disoccupazione Naspi 2015, i requisiti di accesso sono i seguenti: il richiedente deve aver lavorato almeno trenta giorni negli ultimi dodici mesi e aver versato la contribuzione per almeno tredici settimane negli ultimi quattro anni. L'elemento che, però, risulta essere fondamentale è che la Naspi 2015 non potrà durare più della metà delle settimane effettivamente lavorate nell'ultimo periodo prima della perdita del lavoro. La beffa per i lavoratori stagionali consiste in una prima penalizzazione: i periodi soggetti ad altre forme di sostegno al reddito (come con l'Aspi e la MiniAspi) non potranno essere conteggiati nella Naspi 2015.

In più, dal momento che il sussidio equivale alla metà del periodo di riferimento, un lavoratore stagionale che viene impiegato per sei mesi all'anno, avrà una forma di sostegno al reddito soltanto per tre mesi: in parole povere, non percepirà alcun reddito per tre mesi all'anno. La differenza con la MiniAspi c'è ed è anche forte: i lavoratori stagionali, quando lavoravano appunto sei mesi, avevano diritto ad altri sei mesi di reddito, riuscendo a coprire così le dodici mensilità.

Disoccupazione Naspi 2015 requisiti: l'allarme del sindacato Filcams

A lanciare l'allarme è stato il sindacato Filcams, il quale ha sottolineato come la Naspi 2015 crei una situazione assolutamente iniqua, ponendo i lavoratori stagionali, fondamentali in un settore centrale per l'Italia come quello del turismo, in una situazione insostenibile dal punto di vista reddituale.

L'elemento che viene sottolineato dal sindacato non riguarda soltanto la questione già sottolineata della differenza con la MiniAspi: secondo alcuni calcoli, risulta infatti che, all'interno della stessa Naspi 2015, a parità di retribuzione e di numero di giornate effettivamente lavorate, chi lavora con un numero maggiore di interruzioni percepirà un sussidio minore rispetto a chi, con gli stessi requisiti, lavora in maniera più stabile. Le ragioni si trovano nei complessi calcoli per l'importo.

È tutto con le ultime informazioni sui requisiti della disoccupazione Naspi 2015. Per ricevere aggiornamenti e approfondimenti sulle questioni di politica economica, cliccate su "Segui" in alto sopra il titolo dell'articolo.