Si chiude oggi, 25 aprile 2015, l’ennesimasettimana in cui il tema della riformapensioni è stato di estrema attualità: è ancora il Presidente dellaCommissione Lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiano ad intervenire, rilanciando la proposta sulla pensione anticipata. I temi della quota 100 e dei pensionamenti flessibili restano sul tavolo della politica: l’uscitaa 62 anni, con tempisticheanticipate rispetto all’attuale formulazione legislativa, continua ad essereconsiderata una priorità da chi vorrebbe mettere mano definitivamente alcantiere della previdenza per risolvere le questioni più scottanti e restituireun po’ di equità a pensionati e pensionandi.

Pensione anticipata:quota 100 e pensionamenti flessibili, Damiano rilancia le sue proposte

“Sevogliamo risolvere il problema del disagio sociale e della povertà – scrive inuna nota il deputato del PD – cominciamo ad anticipare il momento dellapensione”. L’ex ministro rilancia la proposta della pensione flessibile, con uscita a 62 anni di età e 35 anni dicontributi: le penalizzazioni decrescenti si azzererebbero al 66esimo anno econsentirebbero un ricambio occupazionale considerevole. Sulla stessa linea vail DDL sulla quota 100 che, al contrario,prevede 62 anni di età e 38 anni di contributi come minimo per uscire. Altraproposta ancora dell’ex sindacalista è la c.d. quota 41 che, al contrario, consentirebbe di lasciare una voltaraggiunti i 41 anni di versamenti all’Inps.

Pensione anticipata ereddito minimo: la politica si divide

Laproposta di Tito Boeri sul redditominimo per i lavoratori di età compresa tra 55 e 65 anni ha trovato consensi maanche perplessità. Per Damiano, ad esempio, si tratta di “un palliativo” perché,a suo avviso, si rischia di trascinare nell’area dell’assistenza lavoratori chepossono comunque aspirare alla pensione.

Bisognerà vedere se, nelle stanze diPalazzo Chigi, l’idea di Boeri avrà maggior successo: considerando l’atteggiamentodel Governo Renzi, purtroppo, le possibilità appaiono limitate.

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