Sembra finalmente muoversi qualcosa riguardo al delicato tema della flessibilità previdenziale e alla possibilità che sia approvata una misura utile a garantire la pensione anticipata dei lavoratori e disoccupati disagiati entro la fine dell'anno. "L'idea di introdurre un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico si fa sempre più strada" afferma il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, così come riporta l'agenzia Ansa. Ma l'interessato prosegue sottolineando che "oltre a Poletti e Boeri, abbiamo le dichiarazioni di Gutgeld, consigliere economi di Renzi e dell'ex ministro Fornero, che hanno sostenuto come si possa rendere l'età pensionabile più flessibile".

Il tema è tornato al centro del dibattito politico, anche perché la situazione non sembra più facilmente procrastinabile. Già negli scorsi mesi il Ministro del lavoro aveva sottolineato come l'esecutivo fosse consapevole della necessità di trovare una soluzione, ma bisognava comprendere come renderla realizzabile a causa dei vincoli di bilancio imposti da Bruxelles.

Riforma pensioni, anticipate più vicine ma si cerca una soluzione di compromesso con Ue 

La quadra alla situazione di stallo potrebbe essere trovata tramite un insieme di misure laterali, a partire dall'attività di spending review e ottimizzazione della spesa pubblica, fino al raggiungimento di un compromesso con coloro che desiderano ottenere il pensionamento anticipato.

Nel corso delle ultime settimane si sono moltiplicate le ipotesi di uscita, a partire dalla quota 97 con barriera a 62 anni e penalizzazione massima dell'8% fino al ricalcolo contributivo della mensilità e al pensionamento con quota 41 anni di versamenti. In tutti i casi si chiede ai lavoratori di dare qualcosa per poter anticipare la quiescenza, in modo tale da non far pesare la misura sui conti pubblici, con il rischio di vedere vanificare l'eventuale riforma da un diniego di Bruxelles.

Pensioni: nuova circolare Inps fissa paletti per aspettative di vita nel 2019

Nel frattempo, continuano ad avere effetto sulle date di pensionamento effettivo i meccanismi relativi ai calcolo Istat sull'adeguamento alle speranze di vita. L'Inps ha infatti comunicato attraverso la pubblicazione di un nuovo messaggio che a partire dal prossimo anno 2019 i requisiti anagrafici per accedere al pensionamento aumenteranno di 5 mensilità, al posto dei 4 che erano stati previsti inizialmente con la Riforma Fornero.

Il biennio interessato dalla misura è quello che inizia a partire dal primo gennaio 2019 e che termina il 31 dicembre del 2020 e interesserà tutte le forme di pensionamento in vigore. Lo scalino dovrà comunque essere approvato dall'esecutivo nel corso del 2017 attraverso un apposito decreto.

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