In attesa degli scioperi generali che coinvolgeranno il personale scolastico il 24 aprile e il 5 maggio, la riforma Scuola continua a suscitare polemiche, così come continuano a suscitare scalpore le affermazioni di Matteo Renzi, che ha definito le proteste "ridicole". Intanto, però, il premier non deve soltanto affrontare le presioni delle minoranze in Parlamento, ma anche le insofferenze della minoranza dem interna al PD. Nelle ultime consultazioni al Nazareno sul tema della riforma scuola 2015, sembra che Renzi possa cedere concedendo alcune modifiche all'impianto del disegno di legge.

Non si tratta di modifiche decisive, ma di piccoli aggiustamenti che potrebbero far digerire la riforma alla minoranza dem, anche se forse non al personale scolastico.

La questione delle assunzioni nel ddl di riforma scuola 2015: Renzi non cede

Per quanto riguarda il piano assunzioni, uno degli elementi più importanti del ddl di riforma della scuola per il 2015, è stato confermato il numero: saranno 100.701 e nessuna apertura per gli iscritti alle Graduatorie d'Istituto, neanche per abilitati TFA e PAS. L'idea che potrebbe rientrare all'interno delle possibili modifiche al ddl riguarda la possibilità di concedere il 50% di posti al concorso per i docenti abilitati, si tratterebbe in poche parole di non partecipare alle prove preselettive.

In realtà, all'interno della minoranza dem c'è qualcuno che spinge per l'inserimento degli abilitati nel piano assunzioni: al momento Renzi non ne vuole sapere nulla e sembra impossibile che ceda su questo punto, ma le contrattazioni interne al partito ci sono e potrebbero portare a delle sorprese inaspettate. Resta fermo un punto: qualora dovesse allargarsi la paltea di coloro che aspirano alle assunzioni, il numero promesso non potrà essere accresciuto.

Presidi-padroni e organi collegiali, la riforma scuola 2015 che non piace: possibili aperture di Renzi

Un altro capitolo decisivo della riforma scuola 2015 riguarda la questione dei cosiddetti "presidi-padroni", cioè le nuove direttive che amplierebbero in maniera enorme il potere dei dirigenti, che potrebbero arrivare a decidere del futuro lavorativo di ogni singolo docente.

Ebbene, anche su questo punto il confronto è stato molto intenso, Renzi sembrerebbe poter cedere. A quanto pare, infatti, potrebbero essere rivisti alcuni aspetti del ddl e dovrebbe essere espunta sia la valutazione dei docenti sia l'esclusiva dei dirigenti nella scelta e valutazione dei docenti. Una delle possibilità in discussione è che, per l'assunzione, il dirigente non sia plenipotenziario ma debba confrontarsi con un "gruppo scelto", formato da altri docenti, ma anche da genitori e allievi. Infine, dovrebbe essere stralciata anche la riforma degli organi collegiali, lo stesso Renzi avrebbe dichiarato che su questo punto ritiene necessario un confronto con le parti.

I tempi di approvazione del ddl di riforma scuola 2015 dovrebbero essere i seguenti: la prima calendarizzazione è prevista alla Camera per il 10 maggio, poi si dovrà passare per il Senato e infine di nuovo alla Camera.

Il premier Renzi sta spingendo affinchél'iter parlamentare sia il più rapido possibile.

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