Il presagio era nell'aria e puntualmente è arrivata la notizia del rinvio delle prove Invalsi nella Scuola primaria: il test di italiano verrà svolto mercoledì 6 maggio e quello di matematica, l'indomani, giovedì 7. Il rinvio di un giorno verrà, comunque, rispettato anche nel caso in cui l'adesione allo sciopero non risultasse tale da poter far svolgere le prove il 5 maggio, come originariamente previsto. La motivazione di tale decisione viene spiegata da Anna Maria Ajello, presidente dell'Istituto, la quale ha dichiarato di aver ricevuto numerose lettere da parte dei dirigenti scolastici che informavano in merito all'impossibilità di garantire il campione.

Il presidente Invalsi ha precisato di rispettare lo sciopero proclamato dai sindacati confederali, ma non il solito atteggiamento dei Cobas che, ogni anno, decidono di boicottare le prove.

Unicobas e Gilda: si dubita della legittimità della decisione, colpa dei presidi?

Durissima la reazione dei sindacati di fronte a questa decisione. Già nei giorni scorsi, avevamo parlato della diffida lanciata dalle forze sindacali a non usare l''arma' del rinvio dell'inizio dei test Invalsi, in quanto illegittima. Stefano D'Errico, segretario Unicobas giudica questo slittamento di un giorno come un atto gravissimo che va contro il diritto di sciopero; Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda insegnanti, invece, se la prende con i presidi, insinuando il dubbio che siano stati proprio loro ad esercitare pressioni affinchè venisse presa questa decisione.

Uil Scuola e Flc Cgil: 'Il governo Renzi teme adesione massiccia allo sciopero del 5 maggio'

Massimo Di Menna, segretario Uil Scuola e Domenico Pantaleo della Flc Cgil puntano il dito contro la legittimità di tale provvedimento preso dall'Invalsi e non dal Miur: si parla altresì di forti timori da parte del governo in merito ad una larghissima adesione allo sciopero e al fatto che la stragrande maggioranza degli Istituti scolastici non saranno in grado di garantire alcun servizio. 

Oltre ai sindacati, anche l'ex presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha criticato il governo Renzi, sostenendo che, dopo tante promesse fatte al comparto scuola, si è arrivati allo sciopero generale.