Il Disegno di legge sulla Buona Scuola varato dal Governo Renzi va avanti e nei prossimi giorni sarà discusso al Senato: ma docenti, di ruolo e precari, e personale della Scuola non si arrendono e alimentano la protesta.

La riforma della scuola di Renzi ha messo davvero quasi tutti d'accordo: raramente docenti, presidi, studenti e genitori avevano mostrato una compattezza ideologica ed intellettuale, raccogliendo anche il dissenso alla Buona Scuola degli appartenenti alle Graduatorie ad esaurimento che dovrebbero essere assunti dal 1° settembre prossimo proprio grazie al piano assunzione promesso dal Premier.

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Buona Scuola, la protesta dei Tfa, i Tirocini formativi attivi

Ma i più arrabbiati di tutti sono i candidati docenti che hanno conseguito l'abilitazione con il Tfa, il tirocinio formativo attivo. Dopo un percorso formativo di un anno ed un costo che oscilla tra i 2 mila e 500 e i 3 mila e 500 euro, sono stati tagliati fuori dal piano assunzioni della riforma scolastica renziana. Non rientreranno, insomma, nei centomila che saranno stabilizzati per l'anno scolastico 2015-2016.

La protesta dei "tieffini" si è intensificata nella petizione #TfaInRuolo: ma più di qualche pacca sulla spalla, ad iniziare dai Presidenti della Camera e del Senato e delle dichiarazioni di facciata di vari leader politici, non hanno ottenuto.

Per chi ha frequentato il Tfa la porta in faccia ricevuta dal Governo Renzi è un vero e proprio "cavillo burocratico": l'eliminazione progressiva del precariato nella scuola prevedeva la copertura del turn over annuale, all'incirca 30 mila docenti da assumere, reperiti per la metà dalle Graduatorie ad esaurimento e per l'altra metà dai giovani abilitati a numero chiuso, ovvero gli abilitati Tfa.

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Gli ultimi governi hanno stravolto questo sistema, slegando le abilitazioni ottenute tramite il tirocinio dalla effettiva valutazione delle risorse necessarie nella scuola. Eppure gli abilitati Tfa si sentono i più preparati e, in più, hanno anche dovuto pagare di tasca propria per la propria abilitazione.

Riforma scuola, petizione dei Tfa e protesta su Facebook

Meno di dieci giorni e sapremo quanto si è fatto del male il Governo Renzi con la Buona scuola: la protesta nell'era dei social è continua e promette di "non votare mai più PD" alla vigilia delle elezioni del 31 maggio 2015.

Particolarmente attivo su Facebook è il gruppo "Pronti per raccolta firme per il referendum abrogativo Disegno di legge scuola" che ha già superato ampiamente i 50 mila iscritti. Una buona base di partenza per la raccolta firme per un referendum abrogativo della Buona scuola. Ma la protesta è a 360 gradi: oltre all'hashtag #TfaInRuolo, è possibile firmare la petizione su change.org dove si chiede al Presidente della Repubblica, Mattarella, di includere gli abilitati Tfa nel prossimo piano assunzioni.

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