Sono giunti, in questi giorni, i dati dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) i quali mettono in evidenza quanto sia necessaria la riforma del sistema previdenziale italiano. La disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto livelli allarmanti. E pensare che, peggio dell'Italia, c'è solo la Grecia. Un dato che ci fa riflettere è quello relativo alla percentuale di occupazione tra i giovani con un'età compresa tra 15 e 29 anni: -12 percento tra il 2007 e il 2013.

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Nel dettaglio, si è passati dal 64 al 52 percento. Per questo motivo è necessario intervenire nel più breve tempo possibile allo scopo di favorire il ricambio generazionale.

Dopo gli ultimi dati arrivati dall'Ocse, l'obiettivo principale è quello di abbassare l'età pensionabile per favorire il ricambio generazionale

Resta da capire come intervenire per giungere a tale scopo. Certamente, l'obiettivo principale è quello di abbassare l'età pensionabile andando in deroga a quanto stabilito dall'attuale legge pensionistica in vigore, la legge Fornero. Sono state diverse le proposte attinenti l'argomento, più o meno condivise, più o meno applicabili. Si va dalla cosiddetta Quota 100, quale somma tra età anagrafica e versamenti contributivi, all'introduzione del metodo contributivo per tutti i lavoratori, sistema poco ben accetto dai lavoratori perché meno vantaggioso dal punto di vista economico.

Giuliano Poletti vorrebbe applicare gli ammortizzatori sociali anche alle piccole e medie imprese

Intanto, si sta ancora pensando ai decreti attuativi della riforma del lavoro che dovranno essere approvati nel mese di giugno con il ministro del welfare, Giuliano Poletti, che vorrebbe applicare gli ammortizzatori sociali anche alle piccole e medie aziende, cioè al di sotto dei 15 dipendenti. 'Per prima cosa, tutte le aziende che utilizzano gli ammortizzatori dovrebbero contribuire di più. Inoltre, le aziende che sinora non hanno pagato per i contributi, usufruendo di quelli in deroga, dovrebbero iniziare a contribuire'.

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