Dalla sua pagina Facebook torna sul tema incostituzionalità del Ddl Scuola l'ex giudice della Corte Costituzionale Fernando Imposimato. Riguardo l'intero impianto egli rileva l'esistenza di difetti rimasti inalterati, dove sono possibili inquinamenti prodotti dall'opera di capitalisti interessati solo al profitto, a scapito del merito reale dei docenti e della didattica rivolta agli studenti. Denuncia l'asservimento totale della scuola pubblica alle oligarchie di stampa e Tv, snaturandone le funzioni essenziali.

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Anche l'Associazione Nazionale dei Docenti in passato si era già espressa in merito all'incostituzionalità del Ddl scuola.

I tre principali articoli violati

Da più parti si sono levate critiche a Matteo Renzi circa il fatto che la Costituzione sia spessa dimenticata. Imposimato trova che siano violati in particolare l'articolo 97 della Costituzione stessa, alla parte in cui si recita salvo i casi stabiliti dalla legge per i quali non è necessario un concorso; anche gli articoli 54 e 33, riguardanti l'osservazione della Costituzione da parte dei cittadini che svolgono funzioni pubbliche e la libertà di insegnamento che viene fortemente limitata, sono intaccati da vizi identici.

Non si può lasciare la scelta della formazione degli organici in capo al dirigente scolastico. In tutta la sua stesura questo Ddl scuola gronda incostituzionalità.

Come sollevare il vizio di incostituzionalità

Su diritto.it è possibile studiare come si può arrivare a far dichiarare incostituzionale una norma. Applicando le leggi al caso della Buona Scuola in esame va detto subito che una eccezione di incostituzionalità si solleva al giudice del lavoro in seguito all'avvio di un ricorso per mancata stabilizzazione e immissione in ruolo, come derivante dalla sentenza europea del 26 novembre.

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Bisogna cioè fare ricorso per la stabilizzazione e poi, appena passata la legge Renzi Giannini, contestare l'inquadramento che viene a riconoscersi per il docente secondo la Buona Scuola. Sarà il giudice del lavoro a depositare l'eccezione di incostituzionalità davanti alla Corte Costituzionale.

Ricorso al Tar contro un concorso discriminatorio

Analoga operazione si può fare contro il futuro concorso che si preannuncia discriminatorio, ricorrendo al Tar come nel caso di quello del 2012. Questo avrebbe l'effetto di sospenderne lo svolgimento e si potrebbe condurre in parallelo all'altra azione legale.

In merito si può vedere quanto scritto su leggioggi.it.

Tempi necessari

Una ulteriore precisazione sui modi e sui tempi appare opportuna. Non serve aspettare la sentenza del giudice del lavoro ma si può agire per incostituzionalità anche durante l'iter del ricorso per la stabilizzazione. Sui tempi presunti per arrivare al giudizio definitivo si può vedere quanto scritto su un articolo pubblicato il 30 aprile scorso da Il Sole 24 ore. Questi possono essere di circa 18 mesi. Al riguardo basta infatti vedere la recente sentenza contro l'illegittimo blocco delle rivalutazioni delle pensioni del 10 marzo 2015.

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L'azione partì per prima dalla Regione Lombardia nel novembre 2013.