"In Commissione lavoro sono depositate numerose proposte di legge sulla questione della flessibilità: tra queste c'è quella del PD che trova larghi consensi tra tutti i partiti e che prevede la possibilità di anticipo della pensione dai 62 anni di età, con 35 di contributi e un massimo di penalizzazione dell'8%, oppure con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età". Sono le dichiarazioni del Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, così come sono state riportate dall'Agenzia d'informazione ANSA.

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Damiano ha accolto negli scorsi giorni il Ministro del lavoro Giuliano Poletti presso la Camera dei Deputati, per discutere di come riformare la previdenza e flessibilizzare l'accesso al pensionamento. Sono infatti moltissimi i lavoratori che dopo l'irrigidimento provocato dalla legge Fornero del 2011 restano ancora in attesa di una misura utile per accedere alla previdenza. Purtroppo fino ad ora i Governi che si sono succeduti hanno dato il via solo ad una serie di provvedimenti tampone ed estemporanei, ma la stessa tenuta sociale del Paese rende ormai non più procrastinabile un intervento.

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Riforma della previdenza, le dichiarazioni rilasciate dal Ministro Poletti in Commissione lavoro

Stante la situazione, il Governo sarebbe al lavoro assieme all'Inps per definire le misure di prepensionamento proposte dalle Commissioni lavoro di Camera e Senato. Proprio in merito a queste ipotesi si è espresso Giuliano Poletti durante la sua audizione in Parlamento, nella quale ha ribadito la volontà dell'esecutivo di cercare degli strumenti di flessibilità per risolvere in via definitiva questa annosa questione.

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Pensioni

In particolare, il Ministro del lavoro ha confermato che gli oltre undici miliardi di euro accantonati nel fondo di tutela per le salvaguardie dei lavoratori verranno impiegati in via esclusiva per coloro che vivono situazioni di disagio previdenziale, nel caso in cui le risorse reperite in bilancio dai tecnici dell'esecutivo non dovessero già risultare sufficienti. Oltre ai già citati esodati e precoci, a cui fanno riferimento le dichiarazioni di Damiano riportate all'inizio dell'articolo, vi potrebbero essere molte altre categorie di beneficiari dell'attesa flessibilizzazione: dalle pensionande dell'opzione donna ai disoccupati e inoccupati in età avanzata, fino ai quota 96 della scuola e a chi ha svolto lavori usuranti senza poter beneficiare delle precedenti salvaguardie.

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