Adesso ci si mette anche l'Europa. Non c'è pace per le Pensioni dei lavoratori precoci, ulteriori novità della giornata di oggi, 20 giugno, hanno per protagonista Mario Draghi, le cui dichiarazioni non sono per nulla rassicuranti circa la futura riforma pensioni del governo Renzi, se mai ci sarà a questo punto, visto le considerazioni fatte dal presidente della Banca Centrale Europea. Non dovrà sorprendere nell'immediato futuro se le proposte del presidente dell'Inps Tito Boeri verranno prese in seria considerazione dall'esecutivo del Pd, proposte che - ricordiamo - portano in auge il sistema contributivo. 

Lavoratori precoci, doccia gelata da Mario Draghi

Le ultime notizie sulle pensioni precoci non sono, come dicevamo, per nulla positive.

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Nel Bollettino economico emesso non più tardi di 48 ore fa, l'istituto della Bce, presieduto dal 'nostro' Mario Draghi, ha alzato la paletta rossa difronte all'Italia, mentre quest'ultima si incamminava sul percorso che avrebbe portato, nelle intenzioni del governo, alla modifica della Legge Fornero, per consentire maggiore flessibilità dell'età di uscita dal lavoro. E così, come il più classico dei vigili 'rompiscatole', Draghi ha intimato l'altolà all'azione dell'esecutivo proprio a ridosso della 'rotonda' con vista sulla prossima Legge di Stabilità, indicata dal ministro del Lavoro Poletti come meta per la discussione della nuova riforma delle pensioni 2015.

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Questo il testo del Bollettino emesso dalla Banca centrale europea: 'Le previsioni in base alle quali le uscite del sistema previdenziale caleranno dipendono da ipotesi molto ottimistiche. Sarebbe dunque fuorviante interpretarle come un'indicazione che gli sforzi di riforma siano meno urgenti'. Tradotto, avanti con la Legge Fornero realizzata durante lo sfortunato e breve governo targato Mario Monti. 

Se resta la Legge Fornero

In concreto, qualora restasse la Legge Fornero, quali sarebbero le 'risposte' ai lavoratori precoci?

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Pensioni

Quest'ultimi possono andare in pensione all'età di 66 anni e 3 mesi, mentre l'uscita anticipata è fissata dopo 42 anni e 6 mesi di contributi a partire dal 2014 fino al termine di quest'anno. Ricordiamo che la pensione anticipata dei precoci a quota 41 proposta da Cesare Damiano consente ai lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima dei vent'anni di andare in pensione, indipendentemente dall'età, dopo 41 anni di contributi, mentre la famosa quota 97 introdurrebbe il requisito minimo di età pari a 62 anni (più 35 di contributi) e inoltre la penalizzazione dell'assegno pensionistico fino all'8 percento. 

Il metodo contributivo sponsorizzato da Boeri e Padoan

Alla luce della netta presa di posizione di Mario Draghi e della Banca centrale europea, torna prepotentemente in corsa il progetto di Tito Boeri. L'attuale numero uno dell'Inps sembra intenzionato a proporre al governo un'opzione contributiva sia per uomini che per donne. Per i primi, stando all'analisi degli esperti, l'età minima o l'età contributiva richiesta sarà più alta rispetto a quanto avviene oggi con l'Opzione Donna. Dove sta il problema? Semplice, a conti fatti la pensione sarà più bassa del 20-30 percento rispetto a quella calcolata con il metodo retributivo. Chi di voi accetterebbe quello che assomiglia ad un vero e proprio ricatto? Siete d'accordo che sia l'Europa a decidere per la vostra pensione? Se volete restare aggiornati su 'Pensioni lavoratori precoci, novità oggi 20 giugno: Mario Draghi dice no' cliccate il tasto 'Segui' in alto a destra.

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