La circolare Inps n° 4017 comunica che non ci sarà alcuna rivalutazione delle Pensioni, o meglio nessuna ricostituzione delle pensioni ma solamente il pagamento del rimborso fissato dal decreto legge n° 65-2015 emanato dal Governo Renzi proprio per chiudere la questione nata dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma sul blocco della perequazione delle pensioni oltre tre volte il minimo INPS, inserita nella Legge Fornero di riforma delle pensioni, varata dal governo Monti.

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Dunque dopo varie polemiche e l'avvio dei ricorsi e class action per chiedere rimborso e rivalutazione totali, ecco le prime mosse concrete da parte dell'amministrazione pubblica.

Come ampiamente previsto la strategia del governo Renzi, e quindi dell'INPS che deve comunque seguirne le indicazioni normative, è tutta centrata sul massimo contenimento dei costi: d'altra parte non potrebbe che essere così visto che, secondo i calcoli degli analisti, un rimborso totale ai pensionati coinvolti nella vicenda e la relativa rivalutazione della pensione coi parametri "più larghi" costerebbe una somma intorno ai 15 miliardi di euro, miliardo più miliardo meno.

Il governo Renzi è impegnato su una riforma delle pensioni basata sulla flessibilità in uscita e le ipotesi più quotate sono tutte per misure atte a contenere i costi (ad esempio prende quota il ricalcolo delle pensioni col contributivo, che porterebbe a forti riduzioni dell'assegno), dunque appare ovvio che anche la soluzione per questo problema, scoppiato come una bomba alcune settimane fa, sia sempre centrata sulla massima economicità per le casse statali e sugli adempimenti minimi per non incorrere in ulteriori sentenze negative.

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Il rimborso della pensione sarà compreso tra 300 e 800 euro e sarà appannaggio dei pensionati con un assegno compreso tra 1400 euro e 2800 euro lordi (sotto i 1400 euro non ci fu il blocco della perequazione, sopra i 2800 il governo Renzi ha deciso di non pagare nulla).

Ma la rivalutazione della pensione sulla quale si è tanto discusso? Per ora, o meglio dal 1 agosto quando arriveranno i primi rimborsi, niente da fare: l'INPS ha specificato col messaggio inviato a patronati e uffici regionali che per ora la ricostituzione dell'assegno non è prevista e dunque gli importi rimarranno quelli in essere, ci sarà appunto solo una quota aggiuntiva temporanea per il triennio 2014-15-16 calcolata su quanto attribuito per il biennio 2012-13. 

Lo avevamo già previsto nell'articolo Rivalutazione pensione più alta dal 2017, una mossa elettorale?, ma in effetti non è che ci volesse molto!

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