Nonostante Cesare Damiano, faccia la voce grossa nei confronti dell'esecutivo, nonostante batta i pugni sul tavolo o se volete "scagli le scarpe" sul tavolo del presidente dell'Inps, 'Soldi non ce ne sono più'. Il ritornello più odiato dagli italiani. Un'affermazione che certamente non piace a Cesare Damiano, una dichiarazione di sicuro beffarda in particolare per una categoria di lavoratori, i precoci. Lo ha ribadito più volte Tito Boeri, presidente Inps, lo ha sostenuto anche un altro illustre nome dell'economia italiana.

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A dare il colpo di grazia alle speranze di una soluzione per le pensioni dei precoci sono state questa volta le parole dell'economista e ordinario di Scienza delle finanze presso l'Università La Sapienza di Roma il professore Giuseppe Pisauro, nonché Presidente dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio.

L'illustre economista sostiene ed indica nella sentenza della Consulta sul rimborso ai pensionati delle mancate indicizzazioni delle Pensioni, come uno dei fattori che maggiormente avrebbe contribuito a vanificare il famoso "tesoretto" di cui tanto si è parlato nelle settimane scorse e che nelle intenzioni del governo doveva essere destinato per misure ed interventi di altra natura.

Il Pisauro pensiero arriva come una mazzata sulla testa dei lavoratori precoci. Le mille promesse e le svariate ipotesi ad hoc di uscita dal mondo del lavoro, che avrebbero consentito di superare la rigidità della legge Fornero, svaniscono e si sciolgono come neve al sole. A loro non resta adesso che un pugno di mosche.

I precoci, gente da immolare al dio denaro?

La pensione anticipata a quota 41, è sempre stata ipotizzata e sostenuta dal presidente pieddino della commissione lavoro della Camera Cesare Damiano primo firmatario del disegno di legge n° 857.

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Nella proposta Damiano, infatti, si prevede che per coloro che hanno iniziato a lavorare fin dalla giovanissima età di 14/15 anni, l'uscita dal mondo del lavoro può essere presa in considerazione con il raggiungimento dei 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica. Ad acuire maggiormente la situazione ed a rendere sempre più cupo l'umore dei lavoratori precoci, è la volontà di Tito Boeri di ricalcolare con il metodo contributivo l'assegno pensionistico di chi decide di lasciare prima il posto di lavoro.

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