L'ora della Caporetto della buona Scuola è suonata. E' lo stesso premier Matteo Renzi, il paladino della buona scuola a darne l'annuncio. Considerati i tempi ormai troppo risicati il Piano assunzionale da 100 mila posti prevista per il 1° settembre 2015, dovrebbe slittare di un anno, a settembre 2016.

Colpa dei troppi emendamenti, le assunzioni precari dei slittano

Colpa dei troppi emendamenti presentati, dice Renzi, dando una giustificazione alla decisione del rinvio. Ma la verità (vera) potrebbe essere un'altra: la mancanza di un accordo all'interno del Pd, sia sulle assunzioni dei precari sia sul tema dei poteri dei dirigenti scolastici.

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Per questi motivi "ufficiali" la prevista seduta notturna della commissione Istruzione al Senato è stata rinviata. Ricordiamo che la commissione stava lavorando sull'esame del ddl Scuola approvato alla Camera ed ora in discussione appunto al Senato. Non tutto il disegno di legge sarà, probabilmente rinviato al 2016, difatti la Commissione continuerà la discussione su tutti gli altri argomenti, tranne appunto gli articoli 9 e 10 ( quelli appunto del piano assunzionale e dei poteri dei dirigenti scolastici). Renzi comunica che per il mese di luglio convocherà una conferenza nazionale sulla scuola.

La lotta dei Senatori P.D. per l'assunzione di tutti i precari, ha ottenuto un primo risultato

Dunque la lotta tra Renzi e la minoranza interna al suo partito, continua senza tregua. La protesta e la mobilitazione contro la riforma renziana non si è arrestata. Come avevamo segnalato in nostri precedenti articoli dei giorni scorsi sulla presa di posizione di alcuni senatori facenti capo a Gotor e Logiudici, firmatari del resto di emendamenti che chiedevano l'assunzione di tutti i precari, seppur con una tempistica differenziata nel tempo, il braccio di ferro tra maggioranza e minoranza PD, non ha soluzione di continuità.

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Ad intimare lo stop per le assunzioni dei precari, è stato a sorpresa lo stesso Matteo Renzi, ospite di Porta a porta. "Con tremila emendamenti assumere i precari mi sembra veramente un'impresa difficile". Ecco la motivazione ufficiale del premier e che ha concluso laconicamente ma anche con un tono dimesso che l'operazione slitta al prossimo anno. Indubbiamente a farne le spese sono proprio coloro che prima di tutti ci contavano, credevano nella buona scuola,credevano nella loro ormai stabilizzazione tanto sognata, tanto invocata.

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