Matteo Renzi, attuale Presidente del Consiglio, nelle varie trasmissioni a cui presenzia rilasciando interviste, afferma spesso di aver stanziato per la Scuola pubblica 3,5 miliardi di euro e di non aver fatto tagli, mentre per quanto riguarda gli investimenti non si può dargli torto (anche se molti di quei soldi potevano essere investiti diversamente) sul fronte dei tagli non è come sembra.

C'è chi ha analizzato punto per punto gli investimenti e ha dedotto conclusioni ben precise, le lamentele e gli scioperi di questo periodo hanno un passato di diritti negati che continuano anche in questo Governo.

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Ma ecco i reali soldi investiti di cui si vanta Renzi

  • di 3,5 miliardi di euro, sventolati ai quattro venti, sono effettivi solo 2,3; 
  • il piano di assunzioni di 150.000 posti è sceso a 100.701, la reale necessità è di almeno 183.000;
  • ai precari con 36 mesi di servizio è negata la stabilizzazione, avranno diritto solo ad un misero risarcimento (che commisurato a quanto guadagnerebbero con l'assunzione a tempo indeterminato sono ben poca cosa).

Il Governo ha davvero previsto un piano di assunzioni senza precedenti, ma ha solo in parte risposto alle necessità della scuola che ormai si può fare forte di una sentenza della Corte Europea, che né i tribunali italiani, né la Corte Costituzionale e nè Renzi possono disattendere, con questa i precari si vedono riconosciuti dei diritti negati e maturati dopo anni di precariato.

La Corte Europea si è fatto carico delle problematiche effettive dei cittadini, comprende bene le difficoltà di chi dopo aver lavorato per anni come supplente, oggi, si ritrova con un pugno di mosche in mano ed ha cercato di tutelare i diritti violati di questi cittadini che la politica italiana da anni ignora pur essendo stata recepita dal 2001 in Italia una direttiva europea che vieta la reiterazione dei contratti a termine.

Le richieste della scuola possono essere riassunte in pochi punti, non sono necessari 3 mila emendamenti e se si fosse ascoltato un anno fa chi vive e lavora per la scuola (sindacati ed addetti ai lavori) oggi sarebbe tutto pronto.

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Ecco in dettaglio le richieste del mondo della scuola:  

  • decretazione d'urgenza per le assunzioni;
  • organico corrispondente al fabbisogno effettivo degli ATA;
  • rinnovo contratto del 2009
  • più democrazia a livello decisionale nel mondo della scuola (con i presidi che hanno ampio potere discrezionale come nelle imprese molti docenti hanno paura di finire in balia delle decisioni arbitrarie dei dirigenti);
  • eliminare la burocrazia che rallenta l'efficienza;
  • cancellazione tagli ATA  di 2.020 posti;
  • ripristino esoneri dei vicari e supplenze brevi docenti e ATA eliminate con la legge di stabilità (il vero taglio grave che il prossimo anno aumenterà il numero di disoccupati e creerà tanti disagi nelle segreterie delle scuole, quello dell'enorme carico di lavoro nelle segreterie scolastiche sembra essere un problema che non interessa a nessun Governo);
  • ripristino diritti retributivi dei dirigenti  e la visione degli errori ultimi concorsi per trovare una soluzione.
In conclusione, basterebbe assumere tutti coloro che secondo l'organico annuale, da settembre 2015, sono necessari alla scuola per farla funzionare, incluso il personale ATA che il prossimo anno anche senza essere assunto a tempo indeterminato andrà a coprire 18 mila posti vacanti (senza contare quelli disponibili). Se le promesse non verranno mantenute i sindacati hanno minacciato battaglia giudiziaria.