Nessun passo indietro, semmai qualche passo avanti, sulla riforma Pensioni verso nuove forme di flessibilità per l'accesso alle pensione anticipata da parte dell'esecutivo guidato dal premier e segretario del Partito democratico Matteo Renzi, alle prese in queste ore anche con le polemiche sul decreto per il rimborso pensioni in applicazione della sentenza della Consulta.

Riforma pensioni, Poletti: stiamo lavorando su flessibilità in uscita per la pensione anticipata

Dopo gli scontri delle ultime ore su quali debbano essere i nuovi criteri di uscita più flessibile dal lavoro per accedere prima al pensionamento dando così spazio ai giovani che potranno più facilmente trovare lavoro nelle aziende "svuotate" dei sessantenni, a rassicurare tutti arriva ancora una volta il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

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Che non fa nessun dietrofront sui prepensionamenti e anzi rilancia. "Il Governo in tema di pensioni - ha spiegato oggi il responsabile del Welfare - lavorerà sulla flessibilità in uscita dal lavoro - ha ribadito - nella legge di stabilità", dunque tra la fine di settembre e gli inizi di novembre, in ogni caso entro il 2015 dovrebbero già essere varate le nuove misure sulla previdenza. Ovviamente si debbono fare i conti con la situazione delle casse dello Stato e quindi non il debito pubblico senza allarmare più di tanto l'Unione europea che guarda a vista l'Italia, e le modifiche alla legge Fornero, che comunque garantisce la tenuta dei conti pubblici (ma nello stesso crea una serie di problemi sociali), devono dunque essere fatte con la massima cautela e attenzione.

Flessibilità e prepensionamenti, il ministro del Lavoro: nuove misure in legge di Stabilità

L'inserimento di una maggiore flessibilità in uscita dal lavoro per la pensione anticipata appare ormai come un punto fermo nel programma dell'esecutivo dopo che Matteo Renzi ci ha messo la faccia. C'è chi pensa che proprio sulla riforma pensioni si gioca la tenuta del governo. Ma c'è comunque "un unico vincolo, non vogliamo produrre - ha evidenziato il ministro del Lavoro delle Politiche sociali - altro debito da scaricare sul futuro e quindi sui giovani.

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Il danno in questo senso - ha ricordato Poletti criticando le passate riforme delle pensioni e in particolare la legge Fornero - è già stato fatto in passato".

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