La riforma della Scuola, così come discussa attualmente nel testo del disegno di legge "Buona scuola", potrebbe essere rinviata di un anno. Compreso il piano assunzioni riguardante la stabilizzazione dei centomila precari della scuola che, nei programmi del governo Renzi, dovrebbero prendere servizio il prossimo 1° settembre. È questo il rischio con il quale aprono le prime pagine di diversi quotidiani di oggi, 11 giugno 2015: su tutti La Stampa ed Il Secolo XIX titolano il possibile rinvio al 2016 della riforma scolastica.

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Ddl Buona scuola, perché la riforma rischia di saltare e di essere rinviata di un anno?

Dopo la bocciatura al Senato dell'altro giorno sulla costituzionalità del Ddl Scuola, ieri il governo è andato sotto altre due volte: la maggioranza a Palazzo Madama è alquanto esigua: il testo della riforma da lunedì 15 giugno passerà alla Commissione Istruzione del Senato dove l'approvazione o meno balla su uno o al massimo due voti.

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E, dopo gli emendamenti del Senato, perché è sicuro che ci saranno modifiche, il testo dovrà tornare nuovamente alla Camera per la votazione definitiva.

Ecco perché, secondo le indiscrezioni raccolte da La Stampa, Renzi starebbe valutando di rinviare il tutto di un anno. Situazione che potrebbe essere interpretata in due modi: o il colpo di coda del Premier di convincere le opposizioni (ed in primo luogo la minoranza interna del partito) a votare la riforma oppure l'ammissione di una sconfitta politica in un momento che per il governo va facendosi delicato.

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Scuola Matteo Renzi

Riforma scuola, perché le assunzioni non si potrebbero fare per l'anno scolastico 2015/2016?

Il rinvio della riforma della scuola farebbe slittare anche il provvedimento più importante ovvero l'assunzione dei centomila precari, previsto per settembre 2015. Con la votazione in Commissione al Senato che comincerà solo lunedì 15 giugno (data entro la quale il Ddl avrebbe dovuto già essere votato in entrambe le Camere del Parlamento), aggiungendo le due settimane in più di discussione al Senato promesse da Renzi, si arriverebbe a fine mese per la votazione definitiva.

Con i rischi di ostruzionismo e del "Vietnam" promesso dalle opposizioni.

Rifacendoci alle parole del ministro dell'Istruzione, Giannini, "Già l'approvazione definitiva del legge al 15 giugno produceva tempi stretti per le assunzioni, figuriamoci il 30 giugno o addirittura oltre", si comprende come le speranze dei precari per ogni giorno che passerà fino all'approvazione definitiva della riforma si assottiglieranno drasticamente.

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Infatti, dopo la votazione definitiva della Buona scuola, la palla passa agli uffici del Miur che dovranno procedere a tamburo battente ad adempiere a tutte le operazioni burocratiche e amministrative necessarie per le assunzioni. In tal senso, ci sarebbero ancora i tempi tecnici affinché il Governo prenda l'iniziativa, più volte suggerita dalle opposizioni, di slegare le assunzioni dal rimanente della riforma scolastica ed adottare lo strumento del decreto per stabilizzare i precari.

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Si fa un decreto praticamente per tutto, perché non si può fare per i precari?

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