Non si è ancora spenta l'eco suscitato dalla scandalo del liceo 'Massimo Troisi' di Quarto, dove la Gdf scopriva una dirigente scolastica che assumeva familiari, che adesso balza alla occhi della cronaca un altro fatto che ha visto protagonisti padre e figlia, l'uno funzionario dell'USR Campania e l'altra insegnante precaria immessa fraudolentemente in ruolo. L'antico vizio italico dei favori a parenti e amici torna alla ribalta e continua a far discutere gli insegnanti preoccupati della nuova figura del preside.

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Il Pool costituito dalla Procura di Napoli per fronteggiare i reati contro la Pubblica Amministrazione ha avanzato l'ipotesi di truffa aggravata nei riguardi di un funzionario dell'USR Campania e di sua figlia. Nei loro confronti è stato disposto il blocco di beni ed un sequestro cautelativo di immobili per un valore stimato di circa 100.000 euro.

Preoccupazioni giustificate

Appare difficile, alla luce di quanto accaduto, confutare la tesi di quanti ritengono che ci possa essere la longa manu della Treelle sulla nuova legge scolastica, con l'aggravante che la malavita organizzata possa veicolare le assunzioni specialmente al sud.

Provengono soprattutto dalla Calabria e dalla Sicilia le preoccupazioni dei docenti per le ingerenze che mafia e camorra hanno nei gangli della P.A. Nel caso scoperto dagli uomini della Procura partenopea, sarebbe emersa una condotta fraudolenta da parte del responsabile dell'ufficio comunicazione e delle relazioni sindacali campano, atta a consentire l'immissione in ruolo alla docente priva dei presupposti di legge necessari a stipulare un contratto a tempo indeterminato con la Pubblica Amministrazione.

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Falso in atto pubblico

Falsi attestati di titoli per insegnare prodotti allo scopo di avanzare nelle graduatorie ad esaurimento per poi essere chiamata in seguito a scorrimento. Questo è quanto ipotizzano gli inquirenti che indagano sul fatto. Il procuratore tiene a sottolineare che quanto svolto dall'indagato si configura come truffa in danno degli aspiranti docenti che nelle stesse graduatorie seguivano la figlia illecitamente inserita. Del fatto per adesso se ne trova cenno solo su Tecnica della Scuola e Orizzonte Scuola.

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