Tra i punti caldi della riforma Pensioni 2015 del governo Renzi c'è di sicuro l'intreccio tra la pensione anticipata per i lavoratori precoci, in realtà un intreccio tra pensione anticipata "normale" -ormai ribattezzata come pensione con flessibilità in uscita- e appunto una possibilità ad hoc per quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare fin da giovanissimi (la definizione ufficiale di lavoratore precoce richiede almeno un anno di contributi versati a 19 anni di età).

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Attualmente lavoratrici/lavoratori precoci possono andare in pensione anticipata con 41/42 anni e 6 mesi di contributi senza penalità, ma cosa cambierebbe ad esempio se passasse la proposta di Cesare Damiano a Quota 97, Quota 100 o Quota 41 (le prime due somma di età anagrafica e anni di contribuzione, la terza solo contribuzione)? Tale proposta in realtà non sembra che abbia molte probabilità perchè il governo Renzi la ritiene troppo costosa e fino a pochi giorni fa si riteneva che l'esecutivo si orientasse più sulla proposta di Tito Boeri per la pensione anticipata col ricalcolo col contributivo, il che sarebbe un'uscita anticipata con una penalità non da poco: mercoledì 8 luglio il presidente dell'Inps la illustrerà ufficialmente ma settimana scorsa ne ha dato anticipazione in audizione privata a Palazzo Chigi, non resta che attendere e fare ipotesi.

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Vediamo dunque cosa può cambiare per i lavoratori precoci che vorranno andare in pensione prima rispetto ai 66/67 anni di età che servono per la pensione di vecchiaia (avendo iniziato a lavorare a 16 anni sarebbero 50 anni di lavoro, davvero troppi).

Pensione anticipata lavoratori precoci, niente penalità fino al 2018

Fino a tutto il 2018 i lavoratori precoci hanno diritto ad andare in pensione con 41/42 anni e 6 mesi di contributi a prescindere dall'età anagrafica e senza penalizzazione con almeno 62 anni di età, come la Legge Fornero prevedeva originariamente e il governo Renzi ha confermato (anzi ha pure allentato il metodo di calcolo dei contributi).

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Se non cambiasse nulla, cosa quasi impossibile a questo punto, i lavoratori precoci con meno di 62 anni di età che accedessero alla pensione anticipata con quegli anni di contribuzione avrebbero, come tutti gli altri lavoratori, una penalità sulle quote retributive.

Pensione anticipata precoci a Quota 41 senza penalizzazione, la proposta di Damiano

La proposta di Cesare Damiano sulla pensione anticipata, o uscita flessibile, prevede che ci si possa ritirare con 35 anni di contributi e 62 anni di età subendo una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto all'età per la pensione di vecchiaia (Quota 97): peccato che a 62 anni i lavoratori precoci che hanno iniziato a 16 anni, e ce ne sono tantissimi, avrebbe già 46 anni di lavoro alle spalle!

Verrebbero penalizzati comunque? No, perchè se passasse davvero la proposta di Damiano i precoci avrebbero diritto alla pensione senza penalità a Quota 41, ovvero chi avesse 41 anni di contribuzione potrebbe ritirarsi a prescindere dall'età senza riduzioni.

Riforma pensioni 2015: ricalcolo col contributivo e penalizzazione anche per i precoci?

Come detto però già da mesi e secondo le voci più informate, il governo Renzi non sembra proprio che abbia intenzione di far passare la proposta di Damiano, è invece più orientato alla pensione anticipata col ricalcolo col contributivo per tutti, ovvero la possibilità di ritirarsi ad un'età compresa tra 57 e 62 anni (ancora non è chiaro) accettando però che le quote retributive diventino quote contributive (questo invece è chiarissimo), il che vorrebbe dire in sostanza una penalità dell'ordine del 30%-50% anche per i lavoratori precoci, a meno che non si preveda per questa categoria un trattamento speciale (e meritato, diremmo noi).

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Non resta che aspettare i passi ufficiali, purtroppo però l'orientamento dell'esecutivo e dell'INPS appare delineato già da parecchi mesi.

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