Non si placano le discussioni intorno al tema pensione anticipata, la flessibilità interessa milioni di lavoratori, e le proposte attualmente al vaglio potrebbero condizionare per sempre gli assegni dei pensionandi. In particolare i più vigili sul fronte pensionistico restano i precoci e le donne. Entrambi si sono riuniti in due gruppi nati su Facebook in cui i lavoratori e le lavoratrici si fanno forza e si confrontano sulle possibili 'battaglie' da mettere in campo per farsi ascoltare dal Governo Renzi in vista della legge di Stabilità. Il primo è quello dei 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti' che conta più di 3700 iscritti, il secondo è il 'comitato opzione donna' che conta 3100 membri.

Cosa accomuna i due gruppi che sembrano nati per ragioni diverse? La richiesta di poter accedere all'agognata pensione, dunque al diritto di una vita.

Ultime notizie su opzione donna e lavoratori precoci: il web sarà l'arma vincente?

Le ultime novità sulle Pensioni precoci e sull'opzione donna non sono delle più rincuoranti, nonostante i primi siano supportati da Cesare Damiano che continua a sostenere l'importanza di approvare al più presto il suo ddl 857 . In cui si menziona sia l'uscita anticipata a partire da 62 anni d'età + 35 di contributi con al più una penalizzazione del 8% , quanto la Quota 41 accessibile senza alcune decurtazione indipendentemente dall'età anagrafica, il Presidente della Commissione Lavoro deve però remare contro Boeri.

Il numero uno dell'Inps vorrebbe infatti concedere la flessibilità in uscita col contributivo a fronte di una penalizzazione del 3-3.5% annuo, come riporta la Stampa.it, cifra che per un precoce equivarrebbe ad una penalizzazione del 30- 35% .

Le donne d'altro canto invece che hanno accettato l'idea di accedere alla pensione anticipata a 57 anni con 35 anni di contributi avendo un assegno calcolato unicamente col metodo contributivo devono fare i conti con una circolare la 35/2012 che ha bloccato l'uscita di circa 6.000 lavoratrici che matureranno i requisiti nel 2015.

Per questa ragione le lavoratrici riunitesi nel Comitato Opzione Donna, dopo aver chiesto attraverso una class action al Tar del Lazio la cancellazione delle circolari che hanno ridotto di oltre un anno i tempi di accesso alla c.d opzione donna istituitasi con la legge 243/2004, restano in attesa che il Governo, visti anche i vantaggi economici per lo Stato, si decida a prorogarla oltre il 31/12/2015

Lavoratori precoci e opzione donne, ultime sulla pensione anticipata: quando arriverà il 'via'?

Ecco un altro paradosso tutto italiano: i precoci non vogliono il contributivo e lottano giustamente con tutte le proprie forze per ottenere dopo 41 anni di contributi la quiescenza piena e il Governo temporeggia perché la Quota 41 ed il ddl 857 sarebbero troppo dispendiosi per le casse statali.

Le donne, invece, che se ne sono fatte una ragione e pur col contributivo vorrebbero andare in pensione ed hanno chiesto al Governo la proroga dell'opzione donna fino al 2018, restano comunque in attesa di un responso da mesi.

A questo punto ci chiediamo entro quanto il Governo si deciderà a parlare di riforma pensioni, i tempi non sono ormai più che maturi? Quel che è certo, confrontandoci con alcuni membri dei due gruppi, e che sia la pazienza dei lavoratori precoci che quella delle donne è giunta al termine.