"Chi va in pensione prima deve spalmare la cifra su molti più mesi di chi va in pensione più tardi. A parità di montante, ogni anno in meno comporta una riduzione di questi pagamenti mensili, tenendo conto dell'andamento della demografia". Sono le parole del Presidente Inps Tito Boeri così come sono state riportate dall'agenzia Reteurs, riguardo il principio di funzionamento contributivo proposto al Governo Renzi.

L'utilizzo di un simile meccanismo come riferimento per la flessibilizzazione nell'accesso ai pensionamenti anticipati a partire dai 58 anni di età permetterebbe notevoli risparmi di finanza pubblica, ma significherebbe anche tagliare in modo deciso le Pensioni dei lavoratori.

Commissione lavoro propone pensioni anticipate con Quote e quarantuno anni per i precoci

Diversa la proposta quota 97 caldeggiata dalla Commissione lavoro alla Camera, che vorrebbe aprire le porte dell'Inps unendo età anagrafica e anni di contribuzione (si parla al momento di 62 anni più 35 di versamenti).

In questo caso la penalizzazione apparirebbe limitata al 2% l'anno, ma con un aggravio per i conti pubblici stimato dagli 8 ai 10 miliardi di euro. Sembra invece definitivamente scartata l'ipotesi di riportare in vita la cosiddetta quota 100 senza penalizzazioni, perché troppo onerosa, mentre i lavoratori precoci attendono anch'essi una misura non penalizzante in grado di farli uscire dal lavoro con non più di quarantuno anni di contribuzione.

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Pensioni

Governo Renzi verso scelta, si punta alla prossima legge di stabilità ma crescono le aspettative 

"Ci fa piacere che il premier Matteo Renzi, rispondendo sull'Unità a un lettore che poneva un interrogativo sul tema delle pensioni, abbia ribadito che cercherà di consentire più flessibilità in uscita, ma con un occhio ai conti pubblici". Ad affermarlo è l'ex Ministro del lavoro Cesare Damiano, da sempre molto attivo sul tema della riforma previdenziale.

Nelle prossime settimane il Governo sarà chiamato a trovare un compromesso sulle tante istanze che sottintendono il disagio sociale, a partire da quelle relative alle pensioni anticipate per proseguire con la disoccupazione giovanile e in età avanzata. Con l'irrigidimento dei requisiti di pensionamento avvenuto nel 2011 ed il sopraggiungere della crisi economica si è infatti inceppato il naturale meccanismo del turn over presente nel mercato; una soluzione di flessibilità nel settore della previdenza potrebbe servire non solo a chi vive una situazione di disagio in attesa della pensione, ma a tutto il comparto del lavoro.

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