Mentre in Grecia si sta aumentando l'età pensionabile e si stanno eliminando le baby Pensioni, in Italia, che ha già pagato "pegno" con la legge Fornero, vengono confermate in queste ore dall'esecutivo le proposte di riforma pensioni che prevedono nuove forme flessibili per l'uscita dal lavoro e l'accesso alle pensione anticipata. Ancora nulla di definito nel concreto. Ma due cose ormai appaiono certe e vengono confermate continuamente da diversi esponenti del Governo Renzi: gli interventi per modificare la riforma previdenziale del Governo Monti saranno previsti nella prossima legge di Stabilità e riguarderanno fondamentalmente le nuove forme di accesso al prepensionamento a 62 anni ma con trattamenti previdenziali più bassi, leggermente ridotti dalle penalizzazioni che dovrebbero essere introdotte per rendere l'operazione flessibilità sostenibile dal punto di vista economico e finanziario.

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Riforma pensioni, l'esecutivo conferma: necessaria flessibilità in uscita per i prepensionamenti

"Non vi è dubbio - ha dichiarato il sottosegretario all'Economia e Finanze, Enrico Zanetti - che deve essere introdotta una flessibilità in uscita, ma - ha proseguito l'esponente dell'esecutivo a margine di un convegno oggi a Cosenza - deve essere pagata da chi decide di avvalersene". "Non possono essere scaricati oneri sulla fiscalità generale - ha aggiunto il sottosegretario del Mef rispondendo alle domande dei cronisti sulla riforma delle pensioni - perché andrebbero a carico di chi lavora e produce".

Sui correttivi alla legge Fornero è atteso per giovedì prossimo anche l'incontro tra il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e i i leader delle organizzazioni sindacali, sarà l'occasione per fare il punto della situazione dopo la presentazione, la scorsa settimana alla Camera, delle proposte del presidente dell'Istituto nazionale di previdenza sociale Tito Boeri.

Rimborso pensioni: decreto in aula al Senato della Repubblica, le proteste dei sindacati

Intanto, mentre prosegue il dibattito su quali forme di pensione anticipata poter inserire senza provocare danni ai conti pubblici, comincia domani in aula al Senato della Repubblica la discussione generale sul ddl di conversione del decreto sul rimborso delle pensioni varato dal consiglio dei ministri dopo la sentenza dei giudici della Corte Costituzionale sul blocco degli adeguamenti previdenziali al costo della vita.

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In occasione dell'esame del decreto che dovrebbe essere convertito in legge questa settimana diverse le manifestazioni di protesta promossa dalle organizzazioni sindacali. Un sit-in di Cgil, Cisl e Uil è tra l'altro in programma davanti alla sede dell'Inps a Firenze, città del premier Matteo Renzi.