All'indomani del verdetto della Corte di Cassazione che impone il pagamento dell'Ici sui fabbricati alle scuole religiose di Livorno, che rischia oltretutto di aprire un precedente, si riaccende lo scontro tra una parte della classe politica e il mondo ecclesiastico. Il mondo della Scuola negli ultimi periodi è interessato da una grande opera di trasformazione, e proprio in questi giorni, come stabilito dalla nuova riforma, è partito l'ambizioso programma di assunzioni dei precari, che oltretutto dovrebbe servire anche a garantire una migliore offerta formativa.

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Le reazioni alla sentenza della Cassazione

Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, parla di sentenza pericolosa che lede la garanzia di libertà sull'educazione, presa seguendo istinti ideologici, senza considerare il servizio che le scuole paritarie offrono in tema d'istruzione al paese. Spostando lo scontro in termini finanziari, monsignor Galantino spiega che, gli studenti che frequentano le scuole paritarie in Italia, sono oltre un milione e 300 mila, e che pur ricevendo 530 milioni di finanziamenti, il risparmio per lo Stato è molto alto, attestandosi a 6 miliardi e mezzo di euro.

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Evidenziando questi dati, il presidente della Cei mette in allarme i suoi interlocutori dal rischio di prendere iniziative solo sulla base di pericolose ideologie, affermando che non parliamo semplicemente di scuole cattoliche, ma di scuole pubbliche paritarie a tutti gli effetti.

Inoltre, fa appello alla magistratura affinché intervenga nei casi di realtà, attinenti alla chiesa cattolica, che non pagano quanto dovuto, denunciandoli regolarmente.

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Scuola

L'impressione del numero uno della Cei, che considera la sentenza della Cassazione molto pericolosa, è che vi sia in atto il tentativo di etichettare il problema come un fatto esclusivamente cattolico, insistendo sul fatto che la scuola paritaria fa parte a tutti gli effetti della scuola pubblica italiana. Inoltre, la pericolosità della sentenza della Cassazione è data dal fatto che, con queste nuove norme, l'attività delle scuole paritarie è messa seriamente a rischio minacciandone la chiusura, che significherebbe minacciare la libertà. 

Le reazioni politiche

Come riportato dal quotidiano 'Il Fatto Quotidiano', seppur inizialmente il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini non abbia voluto sbilanciarsi, invitando a una più ampia e generale riflessione sul tema, intervenendo da Aosta sulla contestata sentenza, ha affermato che i giudici parlano di trattamenti diversi tra scuole pubbliche e scuole paritarie, affermando nuovamente la necessità di una riflessione generale sul tema.

Inoltre, il ministro ha ricordato che in regioni come il Veneto, le scuole paritarie svolgono una funzione molto importante, in mancanza della quale la Regione e anche lo Stato, dovrebbero affrontare molte difficoltà strutturali oltre che economiche.

Inoltre, il ministro non è voluto entrare nel merito della discussione, asserendo che la sentenza della Cassazione è inerente a un capitolo che non rientra nelle sue funzioni.

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In conclusione, la Giannini ha rilevato che il tema delle scuole paritarie andrebbe affrontato in un quadro di riferimento normativo europeo, e non demandato ai singoli stati. Con le numerose polemiche che quotidianamente investono la riforma della scuola voluta dal Governo Renzi, sicuramente anche la questione delle scuole paritarie è ben lontana dall'essere risolta, e sicuramente assisteremo ad altre polemiche e prese di posizione.

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