Durante una brillante intervista rilasciata da Stefano D'Errico al Giornale tematico "La Tecnica della Scuola" qualche giorno fa, il Segretario Nazionale Unicobas chiarisce con forza e sicurezza le motivazioni che si celano dietro le prossime proteste che il mondo della scuola celebrerà già a partire dal primo di settembre. Nell'intervista D'Errico chiarisce che già è stata predisposta una bozza di delibera da discutere e approvare durante i primi Collegi dei Docenti che si svolgeranno, come sappiamo, nelle Istituzioni Scolastiche i primi primi giorni di settembre.

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 Le bozze di cui parla il Segretario D'Errico, in effetti, stanno già circolando nelle mani di molti insegnanti attraverso il lavoro costante e puntuale di qualche rappresentante RSU all'interno delle Istituzioni Scolastiche.

Volontariato e lavoro non retribuito, da evitare - Ma per D'Errico la prassi nella Scuola Pubblica diventerà la "disobbedienza" verso tutte quelle forme di lavoro nero e non retribuito che finora è stato perpetrato  nei confronti di tanti docenti, i quali con serietà, onestà e rispetto verso le Istituzioni Scolastiche hanno finora svolto in silenzio e senza lamentele.

Ma anche questi, a detta di D'Errico, diranno basta e diserteranno qualsiasi altro incarico non riconosciuto e non retribuito.

Oggi, dopo che la Buona Scuola di Renzi è andata avanti, come un fiume in piena, senza ascoltare, prima i consigli e le segnalazioni, poi i cortei di protesta con gli slogan sui temi più caldi (Preside sceriffo in testa) e infine con le azioni di guerriglia urbana del mese di luglio, allora si affronterà il problema - secondo il Segretario D'Errico - dall'interno della Scuola.

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Infatti, l'azione di protesta si concretizzerà con l'unione di tutto il personale scolastico, sia del corpo docente che del personale ATA, con la disobbedienza verso tutti quegli incarichi dichiarati, appunto, funzionali all'andamento organizzativo e didattico delle scuole italiane. Qui il Segretario enuncia tutto quello che, non essendo obbligatorio per gli insegnanti, in relazione alle loro mansioni e ai loro doveri, non sarà espletato, in particolare: il rifiuto di tutti gli incarichi di vice presidenze, il rifiuto di svolgere incarichi di coordinatori di classi, di responsabili di laboratori o aule, di responsabili di plessi, rifiuto dagli incarichi come componente della funzione strumentale al POF, o la disponibilità in qualità di accompagnatori per lo svolgimento di visite guidate o gite scolastiche e, infine, cosa ancora più importante, il rifiuto assoluto di adottare nuovi libri di testo.

Questa, in sintesi, l'azione di protesta da mettere in atto - secondo l'UNICOBAS - già a partire dal primo di settembre. La prima e più importante forma di protesta dovrà essere un'azione di contrasto per l'approvazione del POF, anche finalizzata all'impossibilità per l'assunzione dell'organico funzionale di potenziamento, tanto caro al Primo Ministro Renzi.

L'intervista - Si conclude con la triste presa d'atto che qualcosa non è andata affatto bene a proposito del rinnovo dei CCNL per tanti lavoratori della Scuola, oramai da lungo tempo in attesa di un logico rinnovo. Lo stesso Segretario, critico verso le linee morbide, degli altri  sindacati, si auspica, al più presto lo stravolgimento in positivo della Politica Scolastica in generale, ed esprime, convintamente, che la soluzione di tutti i mali sta proprio nella rappresentanza sindacale all'interno del Miur: 'La strada del cambiamento della rappresentanza è aperta: segnali positivi sono venuti dal voto per il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione'.

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