Tagliare l'età pensionabile dagli attuali 66 anni ai 62, seppure con alcuni vincoli stringenti, a partire dai 35 anni di contributi. È questo il fulcro della cosiddetta misura cofirmata da Damiano e Baretta, conosciuta anche come la proposta di pensionamento anticipato con quota 97. Resta però da risolvere il nodo della penalizzazione inizialmente ipotizzata al 2% annuo ed ora più vicina al 3%, secondo quanto riportato da diversi siti d'informazione del settore.

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Una componente di bilanciamento della riforma che dovrebbe servire a garantire tanto la fattibilità della pratica quanto la sostenibilità di bilancio. "A settembre arriveremo a predisporre uno schema sulla flessibilità in uscita. C'è chiaramente l'esigenza di un intervento di alleggerimento" spiega il sottosegretario Baretta, mentre il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Damiano ha spiegato di essere completamente contrario a ipotesi maggiormente penalizzanti, come il ricalcolo contributivo della mensilità erogata. "Costerebbe il 30% e sarebbe un guaio che si aggiunge ai guai del passato, cioè a quella riforma Fornero che stiamo cercando di cambiare".

Pensioni, focus ad oggi sulla quota 97
Pensioni, focus ad oggi sulla quota 97

Riforma pensioni 2015 - 2016, si punta a penalizzazione massima del 12% come compromesso per la quota 97?

Stante la situazione, le ultime dichiarazioni ci aiutano a comprendere come la discussione politica sia passata dal cosa al come, centrandosi in modo particolare sulla "quadra" riguardante la tenuta dei conti e le esigenze dei lavoratori. Un buon compromesso dovrebbe riuscire ad alleggerire le tante situazioni di disagio dei lavoratori e a impattare in modo sostenibile sulla capacità dell'Inps di far fronte ai propri impegni.

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La via che sembra maggiormente percorribile potrebbe quindi essere quella di una penalizzazione massima del 12% (3% annuo), contro la forchetta di ipotesi iniziali che andava dall'8% al 20% (in quattro anni). Inoltre, un ulteriore ipotesi di sostegno per i lavoratori potrebbe essere l'accompagnamento della quota 97 con il prestito pensionistico, in modo che quest'ultima misura possa rappresentare un'alternativa soggettiva alla scelta della penalizzazione. Così facendo, il lavoratore potrebbe scegliere lo scenario di flessibilità maggiormente favorevole.

Pensioni, oltre alle quote ci sono allo studio altre opzioni di flessibilità

Ricordiamo infine che la quota 97 dovrebbe accompagnarsi ad altre misure di flessibilità nell'accesso alla pensione: a partire dalla sanatoria dei precoci con 41 anni fino alla opzione di cumulo gratuito tra varie gestioni, mentre per i lavoratori over 55 anni sarebbe allo studio un sostegno di welfare in grado di attivarsi una volta esaurite le tutele ordinarie di disoccupazione.

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